Verona, Juliet 2014- Dal 20 luglio, “Giulietta e Romeo- Re life” regia di S. Pontarolloo

 

Cartellone

 

 

JULIET 2014

back inside Verona – ritorno in città

 

Dal 20 al 24 luglio     Presso le Piazze e i luoghi Shakespeariani

GIULIETTA E ROMEO – RE LIFE

per la regia di Solimano Pontarollo

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Nell’ambito della rassegna JULIET 2014 back inside Verona – ritorno in città, sarà in scena dal 20 al 24 luglio, presso le Piazze e i luoghi Shakespeariani, lo spettacolo GIULIETTA E ROMEO RE LIFE, per la regia di Solimano Pontarollo. Lo spettacolo si svolgerà “a tappe” nella città di Verona: stessi giorni, stesse ore e stessi luoghi del testo shakespeariano. 5 giorni per la rievocazione storica … mai vista prima. Un’operazione unica: dalla domenica al giovedì, nei tempi scanditi da Shakespeare, corpi, azioni e testo: Giulietta e Romeo tornano in vita … fino alla morte!

Un vero e proprio evento unico nel suo genere.

Protagonisti: Katia Mirabella, Andrea Pergolesi, Solimano Pontarollo, Caroline Pagani, Ivan Olivieri, Alessandro Albertin, Paolo Ottoboni, Fabio Scolari, Paola Fiore Donati, Teodoro Giuliani, Marco Tizianel, e L’ Ordine Delle Lame Scaligere. Inoltre in occasione della scena relativa la festa a casa Capuleti, si avrà la partecipazione straordinaria del musicista e concertista Antoni O’Bresky

Note di regia

L’idea nasce da un’esigenza: sposare la storia di Giulietta e Romeo con la città che da essa è stata si fortemente influenzata e identificata. Un riprendere in mano l’identità della città e la sua struttura architettonica che proprio a causa, o grazie a, Giulietta e Romeo fu elaborata come la conosciamo oggi da lungimiranti amministratori della città.

L’idea nasce da un voler vivere il frenetico succedersi degli eventi previsti dalla realtà letteraria, traducendolo nel tempo reale. Un incontro sorprendente tra teatro e reality, un grande fratello del teatro in cui però non si chiede a delle persone di fare di se stessi personaggi, al contrario: i personaggi ci sono, esistono nell’immaginario mondiale, hanno una personalità che emerge dall’incontro degli stessi con gli attori che li interpretano, e gli attori saranno strumento di vita per gli stessi.

L’idea nasce per fare che Città e Storia siano legate per la prima volta e per la prima volta nessuna delle due sarà strumento dell’altra, ma entrambe co-protagoniste. In un intreccio nel quale riconoscersi insieme.    L’idea nasce per lavorare su un percorso interpretativo che miri a porre dubbi anziché certezze, puntando a mettere gli interpreti nella condizione di chiedersi sempre qual è   l’elemento di rottura, il conflitto interiore, il disagio generazionale che stanno vivendo in ogni singola scena, rendendoli coscienti del “qui e ora” ma anche delle conseguenze “appese alle stelle”.

Creando le premesse per cui il percorso di evoluzione (o involuzione) dei singoli personaggi, permetta agli interpreti di procedere in una situazione che non presenta l’unitarietà dello spettacolo teatrale, che inizia e finisce nelle “two hours traffic of our scenes”, bensì si diverga in tanti momenti brevi ed intensi, quasi supernova del teatro. 16 scene in 5 giorni

Esserci, quest’anno, e raccontare a brandelli la “nostra” storia: di Verona e del Teatro. Nostra di noi innamorati, amanti, appassionati, rissosi, di noi figli e di noi genitori, di noi cittadini e di noi istituzioni, di noi attori e teatranti.   Esserci quest’anno in cui crisi e opportunità si mescolano in un alternarsi esaltante e deprimente. Esserci per dichiarare la nostra presenza, la nostra identità. Per riconoscere e riconoscersi.

 

– Ufficio Stampa di Maya Amenduni

 

Autore: admin

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