Franco LA MAGNA- Le incomprensibili ‘meraviglie’ di A. Rohrwacher



Il mestiere del critico




INCOMPRENSIBILI ‘MERAVIGLIE’

“L’adolescenza lascia un buon ricordo solo agli adulti che hanno una pessima memoria” (F. Truffaut)

Note sul recente film di Alice Rohrwacher

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Non è facile comprende la genesi ma anche lo sviluppo narrativo (e ancor meno l’ovazione che ne ha accompagnato a Cannes la fine della proiezione e il Gran Prix della Giuria) di questo nuovo lavoro di Alice Rohrwacher “Le meraviglie” (2014), che non tanto vagamente ricorda il “primitivismo” del singolare “Re delle terra selvaggia” apparso due anni fa, con il quale condivide il credo nell’incombente catastrofe del mondo da parte del padre famiglia, anche qui piccolo re d’un minuscolo “reame” autoreferenziale ed economicamente autosufficiente, alla maniera dell’ormai esausto mondo hippies. Anche qui la protagonista è la maggiore di quattro sorelle, la dodicenne Gelsomina, che vive all’interno d’un nucleo familiare produttore di miele, in una sgangherata masseria lontana dal frastuono della città nel territorio che fu un tempo sede dei misteriosi Etruschi.

Sullo sfondo le nuove normative europee sulle produzioni alimentari. Durante l’estate un’altrettanto sgangherata tv locale organizza un concorso che premia, in un clima ridicolo di favola che vuol riprodurre l’atmosfera etrusca, il miglior produttore locale. Condotto da una bizzarra fata acconciata con parruccone settecentesco, al concorso Gelsomina convince il burbero padre a partecipare, sicché l’intera famiglia si ritrova travestita con approssimativi costumi etruschi (con altri concorrenti) intervistata dalla fatina che amorevolmente sollecita i protagonisti a magnificare i propri prodotti. Per Gelsomina, il mondo fauto e falso del “Paese delle meraviglie” (così si chiama il concorso) e la bellezza della fata Milly Catena, rappresentano forse quella fuga dal disumanizzante principio della realtà che ha sottratto alla sua infanzia ogni alone di favola, disperatamente cercata e mai trovata. Alla fine l’intera famiglia si risveglia al mattino dopo aver passato la notte all’aperto e forse in questo la piccola Gelsomina ritrova la vera meraviglia dell’esistenza (?).

Frammentario, con gratuiti ed incomprensibili inserimenti, personaggi bislacchi, la toscana Alice Rohrwacher – considerata una delle promesse dei nuovi autori che stanno tentando di rinnovare le obsolete coordinate del cinema italiano, provando ad imboccare strade diverse ed innovativi modelli espressivi – mette in scena una famiglia quasi tutta al femminile, frastornando lo spettatore con un racconto del tutto irrisolto che alla fine non si sa esattamente quali metafore sottenda. La stessa regista, del resto, in una recente intervista realizzata durante la lavorazione del film ha dichiarato: “In questo momento non so dirti di cosa esattamente parli il film oltre a questa piccola trama perché, come rabdomanti, lo stiamo ancora cercando” (“Cinecritica”, n. 72, ottobre-dicembre 2013). Speriamo che almeno in conclusione lo abbia trovato (e magari lo spieghi). Interpreti: Maria Alexandra LunguSam LouwyckAlba RohrwacherSabine TimoteoMonica BellucciAgnese Graziani.

Autore: admin

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