Franco LA MAGNA- La memoria. Roberto Beccuti, un ‘risarcimento’ doveroso



La memoria




ROBERTO BECCUTI, UN ‘RISARCIMENTO’ DOVEROSO

Merito del musicista e compositore Domenico Scamigliante


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Recital chitarristico dedicato al compositore Roberto Beccuti, chitarrista autodidattanato a Catania nel 1910 e morto nella stessa città nel 1964, purtroppo improvvidamente dimenticato ed ora finalmente rivalutato da un masterclass (e da un concorso giunto alla seconda edizione) del maestro Domenico Scaminante, concertista e compositore catanese, che – nel corso di una serata svoltasi l’1 luglio nella corte del Castello Ursino di Catania – per mezzo di alcuni suoi più promettenti allievi ha ripreso le più note composizioni di Beccuti: lo struggente “Notturno” eseguito dalla giovanissima Virginia Pappalardo, lo “Studio da concerto in Do maggiore” suonato da Andrea Luca Marino, l’ “Andante e allegro di fuga” eseguito dall’appena quindicenne ma già vincitore d’importanti concorsi nazionali Gianandrea Noto e infine l’incantevole  Valzer da concerto in Mi minore “Il Siciliano”  eseguito da Francesco Margarone.

I giovani musicisti hanno inoltre intrattenuto il pubblico con brani di Francisco Tarrega, Carlo Francesco Defranceschi, Fernando Sor, Mario Gangi, Mauro Giuliani e infine in una esamble di chitarre (cui si è aggiunto Antonio Santoro) la “Suite per Sveva”, un quintetto di chitarre. Roberto Beccuti, che può essere considerato il capostipite in Sicilia della scuola chitarristica, non ebbe maestri e coltivò la sua grande vocazione artistica aiutato soltanto dai consigli di Luigi Mozzani e Benvenuto Terzi. Pubblicò le sue opere principali con la rivista “La Chitarra” (“Barcarola solitaria”, 1934), quindi un “Minuetto” (con gli editori “Monzino & Garlandini”), il “Notturno” (pubblicato con “Editoria Stiorica”, 1949 e “Bérben”, 1965) e “Serenata Siciliana” (“Links”). Ma molte altre composizioni probabilmente non vennero mai pubblicate, così come un metodo rivoluzionario per lo studio della chitarra, anche questo forse irrimediabilmente andato perduto.

Di lui esistono soltanto poche e frammentarie notizie biografiche, come queste riportate in un vecchio articolo apparso sulla rivista “la Chitarra” nel 1935: “Iniziò i primi studi ad otto anni, ma senza un preciso indirizzo, causa la mancanza di maestri di chitarra capaci di fornirgli dei sani principi nello studio dell’istrumento. Coltivò invece più proficuamente sotto il Maestro Artale lo studio del pianoforte e dell’armonia. In possesso di una buona cultura musicale riprese nell’adolescenza l’istrumento da lui preferito, giovando si in gran parte del metodo Sor., che gli permise di raggiungere in breve volger di tempo ottimi risultati…Dopo un lungo periodo dedicato al perfezionamento e alla formazione di un buon repertorio costituito dei migliori autori, Beccuti iniziò e con buon successo i primo dedutti producendosi al Liceum di Catania, all’Istituto Evamgelico e in altri circoli musicali, dove sempre raccolse i più larghi consensi di pubblico e di critica.

All’ultimo congresso fiorentino potemmo pur noi apprezzare le sue eccellenti risorse di tecnica, alle quali sa accoppiare quello che manca a molti chitarristi: sana interpretazione, colore e sentimento musicale…”. Il secondo “Concorso Nazionale Roberto Beccuti” – Sicily Music Meetings, organizzato dall’ “Associazione Meridies”, in collaborazione con l’ “Accademia Etnea della Chitarra” e “Note International Academy” di Catania (presso i cui locali si è svolto il 2 luglio) ha ancora visto l’affermazione nele proprie categorie dei giovanissimi Gianadrea Noto (Catania), Giovanni Leonardon (Trento) e Lorenzo Bernardi (Trento).


Autore: admin

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