Luana BOMBARDI- Danzare l’Africa. Le anime erranti di Dubois al Ravenna Festival



Il mestiere del critico

 


DANZARE L’ AFRICA

©AntoineTempè

Le anime erranti di Olivier Dubois in “Souls” di scena al Ravenna Festival

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E’ con uno spettacolo intenso, magnetizzante, ma anche abilmente costruito, che il francese Olivier Dubois, classe 1972, è giunto ieri l’altro al Pala de André, ospite di Ravenna Festival. Il suo lavoro –  una prima nazionale – è nato di recente in Africa, più precisamente al Cairo. L’operazione, decisamente riuscita, fa riflettere, al di là dei contenuti, sulle capacità comunicative del (buon) teatro.

Poliglotta, innamorato dell’Oriente, caparbiamente interessato alla danza, tanto da sperimentare di tutto per formarsi ad essa,  Dubois vanta significative esperienze con l’artista visivo Jan Fabre, con Waltz e Preljocaj, con l’arcinoto complesso canadese Cirque de Soleil, con cui pure ha lavorato. Già attivo nello spazio espositivo-performativo 104, nella periferia Nord di Parigi, è a capo, oggi, del Centre Choréografique National di Roubaix, ove è subentrato, nella direzione, a Carolyn Carlson.

Souls – questo il titolo della produzione – si affida all’interpretazione di sei danzatori, ognuno proveniente da un Paese diverso del continente africano. Il persuasivo ensemble, compatto e affiatato, si compone di un sudafricano, un congolese, un senegalese, un ivoriano, un marocchino e un egiziano.

Nell’offrire uno scenario di desolazione, il lavoro ritrae il sofferto vagare di un gruppo di uomini ostacolati da situazioni avverse. Allude a un ambiente difficile, a un’amara predestinazione, al sacrificio e al peso d’inevitabili fardelli gravosi da portare. I corpi a terra quasi inerti, le schiene d’alcuni piegate dal carico di altri, la fatica di (soprav)vivere e l’ostilità di un luogo ove manca la gioia e ove la minaccia della morte incombe. Nessuna scenografia a commento della danza, ma un sapiente gioco di luci; e della sabbia umida che, recata in scena con dei secchi dagli stessi interpreti, in apertura, viene poi rovesciata e sparsa ovunque nel corso dell’azione, dapprima lentissima ed estenuata, in altri momenti di una frenesia dirompente.

Quasi intollerabile è, inizialmente, il crescente frastuono del tappeto sonoro-rumoristico scelto a commento del lavoro, con ritmi percussivi che stordiscono, ma che hanno anche il merito di indurre in chi assiste una sorta di trance necessaria ai fini di una corretta e attiva fruizione. Di questo processo ci si rende conto solo in seguito. Ossessivamente incalzanti, tali ritmi trasportano in una dimensione ipnotica in cui ogni razionalità si azzera, a favore di una ricezione puramente emotiva di quanto accade in scena. Ecco allora che lo spettatore, una volta superata la “prova di resistenza”, ovvero catturato da una prima fase drammaturgica finalizzata al suo massimo coinvolgimento, si ritrova totalmente assorbito nel mondo creato dalla messa in scena.

Fra innalzamenti di tumuli e sbarramenti, sguardi fissi e allucinati, corse, rotolamenti, drammatici conflitti, spettacolari esplosioni e nubi di sabbia che, per effetto dei fari, si solleva luminosa nella semioscurità del palcoscenico, molte sono le suggestioni offerte da una creazione che, costantemente, suggerisce l’idea della sconfitta e di una sostanziale inutilità del fare. Ma un pietoso e commovente gesto di cordoglio, a conclusione del lavoro, fa intravedere, infine, un barlume di speranza. Apre uno spiraglio su una possibile salvezza, su un’auspicabile possibilità di cambiamento e di riscatto.

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2014 – venerdì 27 giugno, ore 21.30 – Palazzo Mauro de André

Ballet du Nord – Olivier Dubois

SOULS   ideazione e coreografia Olivier Dubois   assistente alla creazione Cyril Accorsi  musiche di François Caffenne   luci Patrick Riou  costruzione scene Robert Pereira   con   Tshireletso Molambo (Sudafrica)  Youness Aboulakoul (Marocco) Jean-Paul Mehensio (Costa d’Avorio)  Hardo Papa Salif Ka (Senegal)  Ahmed El Gendy (Egitto)   Djino Alolo Sabin (Rep. Democratica del Congo)

produzione Compagnie Olivier Dubois  prima italiana nell’ambito del progetto   N.A.T. – Network for African Talents  Programme ACP-UE d’appui au secteur culturel ACP

Programme mis en oeuvre par le Secrétariat du Groupe des Etats ACP et financé par l’Union européenne

Autore: admin

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