Franco LA MAGNA- Cinema.Recensioni brevi (“Maleficient”, “Gool”, “Ore 18 in punto”)

 

Cinema    Recensioni brevi

 

 

TRE FILM RECENTI

Maleficent (2014) di Robert Stromberg.

Poster

La rilettura della Bella Addormentata dal punto di vista della cattiva, Malefica. Una bella e giovane donna dal cuore puro con impresssionanti ali nere, Malefica vive una vita idilliaca immersa nella pace della foresta del regno, fino a quando, un giorno, un esercito di invasori umani minaccia l’armonia di quei luoghi. Malefica diventa la più fiera protettrice delle sue terre, ma rimane vittima di uno spietato tradimento, ed è a questo punto che il suo cuore comincia a tramutarsi un pietra. Decisa a vendicarsi, Malefica affronta una battaglia epica con il re degli umani e, alla fine, lancia una maledizione contro la piccola Aurora. Quando la bambina cresce, Malefica capisce che Aurora rappresenta la chiave per farle trovare la vera felcità e riportare la pace nel regno.

La scenografo de “Il grande e potente OZ” e di “Alice in Wonderland”, Stromberg, diventa regista per merito della Disney e (probabilmente) soprattutto di Angelina Jolie, che munita di due gigantesche ali e un paio di robuste corna ricurve veste i panni d’una bizzarra creatura forestica, falsamente incattivita da una cocente delusione d’amore. Poco o niente c’entra con la celeberrima “Bella addormentata nel bosco”, altro classico Disney (1959), da cui trae spunto ma dal quale clamorosamente e in odor di blasfemia precipitosamente si allontana, imbastendo una specie di prequel che spiega l’accanimento (poi rivelatosi “vero amore”) di Malefica per la piccola e biondissima Aurora, colpita da terribile anatema (e qui torna in scena l’arcolaio; almeno quello!) e inutilmente nascosta nel bosco da tre fatine ipodotate. Epiche lotte contro la malvagità degli uomini (che intendono conquistare l’idilliaco regno di Malefica), efferati tradimenti e lacrimevoli pentimenti, fino al coup de théatre finale, fanno di “Malificent” il più sconvolgente arrangiamento di una delle favole più amate e conosciute al mondo, rendendo tutto possibile alla potente e inarrestabile macchina bellica hollywoodiana. La Jolie porta sullo schermo il suo vero amore per i marmocchi, da tempo appalesato nel prolifico matrimonio con Pitt. 3D pressoché irrilevante.                                                    Interpreti: Angelina JolieJuno Temple Elle FanningSharlto CopleyBrenton ThwaitesPeter CapaldiElla PurnellMiranda RichardsonImelda StauntonSam RileyHannah NewJamie SivesLesley ManvilleKenneth CranhamJo OsmondMarama CorlettSteven CreeVivienne Jolie-PittIsobelle MolloyChristian Wolf-La’Moy

Goool (2014) di Juan Jose Campanella.

Passione inesausta per il vecchio calcetto, croce e delizia d’intere generazioni, d’infuocati campionati svoltisi a suon di scommesse tra sgangherati bar di provincia e polverosi scantinati parrocchiali. Ma qui magicamente gli acciaccati pupazzetti di legno, tutti formidabili campioni, prendono vita per aiutare il timido Amedeo ad averla vinta sul cattivissimo di turno (Ala Destra), tornato per vendicarsi dell’unica sconfitta subita in vita proprio al calcetto, devastare la città e sbaragliare – su un vero campo di calcio – un’armata Brancaleone di malconci calciatori indigeni. Il coraggio di Amedeo, per quanto sconfitto di misura, sarà premiato: dignità e amore la giusta ricompensa. Bene e male tagliati con l’accetta in questo strano (ma a tratti davvero divertente e avventuroso) cartone argentino che inneggia allo sport e all’onesta competizione, dalla semplice ma spumeggiante sceneggiatura, giunto nelle sale (box office docet) appena qualche giorno  prima dell’inizio del Mundial 2014.

Ore 18 in punto (2013) di Giuseppe Gigliorosso.

Con distribuzione carbonara autogestita, come tutto il film totalmente privo di pubbliche provvidenze, rigorosamente autoprodotto (regista, attori, tecnici, hanno tutti lavorato per sette mesi senza percepire compensi), circola in questi giorni a mappa di leopardo, “Ore 18 in punto” (2013) opera prima d’un “nuovo” uomo-cinema palermitano, Giuseppe Gigliorosso (anche soggettista, sceneggiatore, montatore, produttore esecutivo), che pencolando tra poetica “olimiana” ed accensioni surreali alla Citti racconta del mancato suicidio d’un giovane barbone, fatto imprevisto che mette in crisi Paride da oltre 3000 anni “accompagnatore” dei suicidi nell’aldilà. Dopo un brusco ritorno alla realtà (che ne sconvolge il clima idilliaco) e un secondo mancato suicidio, una conclusione “paradisiaca” spezza definitivamente le catene del destino, decretando così il trionfo dell’autoderminazione degli esseri umani e perfino della stessa organizzazione nella quale Paride (insieme a molti altri colleghi) più che “impiegato” appare “prigioniero”. Non esente da ingenuità narrative e asprezze linguistiche (ma il low budget, o meglio il “no-budget”, non permette voli pindarici), “Ore 18 in punto” coglie tuttavia guizzi e momenti di autentica poesia che, tra l’altro, ne hanno consentito la partecipazione alla passata edizione del Taormina Film Fest e un decretato successo in altri festival. Con € 7,50 chiunque può acquistare 18 cm di film collegandosi al sito, ripagando così della fatica la passione del gruppo di volenterosi irriducibili che credono ancora in un cinema indipendente                                                                                                                         Interpreti: Paride Benassai, Salvo Piparo, Roberta Murgia, Valentina Gebbia.

Autore: admin

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