Vincenzo SANFILIPPO- Mostre d’arte. “I serpenti” di Massimo Napoli. Studio Matacotta, Roma

 

Arti visive



SERPENTI INDOCILITI

 

Massimo Napoli. I Serpenti

 

OVVERO COME NEUTRALIZZARE IL NEMICO PIU’ INSIDIOSO DELL’UMANITA’ E RISTABILIRE L’ORDINE COSMICO

“I serpenti” di Massimo Napoli. Testi in catalogo. Fabio Renzi, Gianna Muller, Massimo Napoli. Fotografie Patrizi Pieri –Studio Matacotta, via Giulia 87- Roma

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Seguo il lavoro di Massimo Napoli  come autore, attore, performer, ma il suo percorso si è articolato sia nel campo dello spettacolo che in quello delle arti figurative. In questa esposizione lo rivedo come raffinato artista proteso  in una ecclettica,  interessante  rigenerazione.  Non stupisce dunque il tema immaginifico  di questa sua mostra–metafora, quale capacità del soggetto-serpente di perdere periodicamente  la pelle e rinnovarsi. Così come l’artista ama da sempre rigenerarsi.  E questi preziosi serpentelli, graficamente e cromaticamente stilizzati e pur vividi nella loro sgusciante immaginaria elaborazione, a guardarli mettono allegria,  sembrano essere la proiezione dell’intrinseco humour  che l’artista Massimo Napoli vi ha trasfuso.

La mostra, che ha per titolo “I Serpenti Serie n° 6”,  è costituita da una serie di tempere e carboncino su carta. Serpenti ri-elaborati come prototipo iconologico, simili a valenze allegoriche, gestaltico-mitologiche, dove lo strisciante serpente rivive attraverso la matita dell’artista:  si  srotola e si attorciglia in magnetiche cromatiche spire. Questi serpentelli, disegnati come dei  logotipi, sibilano tutta la loro misteriosa e cromatica bellezza. Sono disegni stilizzati pieni di perizia inventiva, cromaticamente vividi come progetti grafici di antichi gioielli. Sembrano, nella loro simbologia, detenere la chiave che svela la storia dimenticata delle nostre origini. Il serpente rappresenta  al contempo la trasgressione, l’iter iniziatico, la danza spiraloide, i moti nascosti che danno origine all’eterno ritorno dell’uguale.

Durante la mostra Massimo Napoli  si esibisce con una performance, un excursus dialettico vivificante, dal titolo “Il Serpente – breve componimento a lieto fine”, dove l’antenato mitico è l’ambivalente animale originario della vita e della libido. “Il serpente è al di qua, o al di là – ci riferisce l’artista  – oppure è solo nel paganesimo, nell’idolatria… Vergine Maria, ora pro nobis, ora pro serpentibus…” Continua ad intrattenerci in questa sua  ironica  disquisizione, assecondando le molteplici livree serpentiformi ed esemplificando ai presenti   la forbita  descrizione di Gianna Muller che lo presenta in catalogo.

Autore: admin

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