Redazionale- Altri AmoriGarofano Verde. Rassegna Teatro Omosesuale. Roma dal 4 giugno



Teatro Argentina di Roma

 



ALTRI AMORI\GAROFANO VERDE

Scenari di teatro omosessuale, a cura di Rodolfo di Giammarco (dal 4 all’8 giugno)


Nota di R.Di Giammarco:

l fronte dell’antiomofobia sta guadagnando in visibilità, sta combattendo violenze e pregiudizi, sta lottando per diritti civili, sta a volte registrando lo scandalo di alcuni arretramenti ma per fortuna sta anche conquistando legittimità, integrazioni e sempre nuovi spazi di cultura.

Ne è una testimonianza oggettivamente felice il sostegno pubblico che a Roma, per impegno prestato dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica della Capitale, una manifestazione di teatro legata alla drammaturgia LGBT riceve ormai da ben ventun anni, facendo leva su un insediamento operativo al teatro Belli, con un’estensione di credito, di immagine e di location che dal 2013 giunge istituzionalmente e parallelamente anche dallo Stabile cittadino. Accade infatti che dopo la serata unica ospitata e condivisa dal Teatro di Roma nel giugno dello scorso anno al teatro Argentina, col battesimo di Still Life di ricci/forte, lo stesso direttore artistico di allora, Gabriele Lavia, volle riconfermare una joint venture con la storica rassegna fondata su scenari di teatro omosessuale, riservando in questo fine di stagione un’in-tera settimana a una sorta di ouverture amplificata della manifestazione, iniziativa adesso prontamente confermata e adottata dal neo-direttore dello Stabile, Antonio Calbi.

La formula, in attesa di un prodursi di potenziali comunali per l’effettuazione di una normale programmazione del “Garofano Verde” nel dopo-estate, adotta ora il titolo di Altri Amori/Anteprima Garofano Verde.

Ci ispiriamo ad autori di riferimento e a registi che marcano stretto i linguaggi del teatro contemporaneo. Pippo Delbono s’accosta per la prima volta a Bernard-Marie Koltès, e studia, dice, legge, prende spunti dal monologo di culto La notte poco prima della foresta. Valter Malosti dischiude il mondo provocatorio e sincero di un’antesignana illustre d’una letteratura di sentimenti e di dialettiche lesbiche, e dirigendo un’attrice attenta al sociale come Isabella Ragonese (in scena con la giovane Roberta Lanave) adatta teatralmente, curandone la regia, il romanzo Thérèse e Isabelle di Violette Leduc, portavoce clamorosa e coraggiosa della sensibilità di donne per donne, destinataria di una dedica che Genet le fece coniando Les bonnes. E poi c’è sembrato stimolante creare un parallelo tra l’universo dello stesso Jean Genet, di cui facciamo vedere il breve film Un chant d’amour, e la dimensione di un’altra omosessualità carismatica, quella di Francis Bacon, in Caro George di Federico Bellini ad opera di Giovanni Franzoni diretto da Antonio Latella, una messa in parole della problematica del modello-partner del pittore, figura che drammaticamente si suicidò.

Tre preannunci, tre esperimenti, tre trattamenti del sapere omosessuale che prenderanno posto sullo “sperone” dell’Argentina, nel teatro pubblico più rappresentativo della città, per suggerire, speriamo, una “grande bellezza” di rapporti, nel cuore di Roma.


ufficio stampa a cura di  Paola Rotunno    cell. 339 3429716

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Autore: admin

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