Francesco NICOLOSI FAZIO- Talenti: il ‘format’ è contenuto

 

 

Bassi umori

 

 

TALENTI

Il “format” è contenuto

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Ricordo vagamente una parabola con un padre e dei “talenti” ($). In fondo come la stesa Bibbia ci ricorda: “Nulla di nuovo sotto il sole”, l’esame finale, anche quello paterno, è spietato, sempre, per qualunque candidato. Eduardo ci aveva avvertiti.

Ma la Bibbia non poteva ipotizzare l’attuale globalizzazione, ciò in quanto postulava che “in ogni luogo” potesse stabilirsi solo l’Altissimo. Oggi, invece, l’omologazione rende uniforme e senza appello l’accesso alla vita. Come dice Briatore: “Nella vita, per robe così,  vi a danno grandi calci nel culo!”. Vita, robe, calci, culo; sintesi perfetta delle dinamiche odierne.

Probabilmente i clandestini che in questi giorni sbarcano in Sicilia, non seguono i “Talent”, dove giovani bianchi, con un mestiere ed a volte acculturati, sono trattati come un tempo gli schiavi nei campi di cotone. Il sospetto è che il messaggio del format non è destinato ai neri extra-comunitari, ma è per i nostri giovani. Gli sbarchi, invece, contribuiscono allo stato di terrore ed assedio in cui vivono i nostri ragazzi che, ormai anche per questo, sopportano tutto.

Altro esempio è quello degli operai che vengono posti dinanzi all’aut-aut (latino): “O lavori per 500 euro al mese oppure delocalizzo la fabbrica” ovvero chiudo e sei out (inglese) Stante la facilità delle delocalizzazioni si presume che la pratica burocratica è soltanto determinata dal premere un gigantesco pulsante rosso e la fabbrica si delocalizza all’istante: subito una grande botola ingoia operai e i posti di lavoro… Mentre invece per avere approvato un nuovo insediamento ci vogliano diversi anni.

Non so quanti dei nostri lettori hanno mai guardato in TV uno spettacolo del genere “Talent”, personalmente resisto pochi secondi, in una vera e propria apnea televisiva che mi subissa peggio di Maiorca in un mare di violenza e spregio per gli esseri umani. Come non provare rabbia e vergogna per un modo così volgare di trattare un “sottoposto”? Evidentemente il messaggio è fortemente voluto, un messaggio neanche subliminale, chiaro ed indiscutibile: Ragazzi per voi niente diritti: uno su mille ce la fa, gli altri sono meno che niente. Cioè tutti noi.

Il sospetto è che il “format” dei “talent” non sia solo dettato dallo “share”, un’altra “mission” stabilisce il vero “target”: la vera libertà dell’individuo; un essere umano trattato come una bestia al mercato non ha nessun potere politico contrattuale. Ovviamente questi programmi sono di matrice anglosassone, basta vedere quanti termini chiave negli spettacoli sono di lingua di oltre atlantico.

Assieme alla voluta crisi inesauribile, la cultura della sopraffazione sta demolendo il morale e la morale dei nostri ragazzi, che si vedono senza futuro, certamente senza alcun futuro di dignità ed umanità.

Basta saperlo.

Autore: admin

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