Franco LA MAGNA- Teatro Stabile di Catania, un premio dedicato a Mario Giusti




Teatro Stabile di Catania



UNA SERATA E UN PREMIO DEDICATI A MARIO GIUSTI, SUO STORICO DIRETTORE

L’iniziativa è stata presentata, dinanzi a un folto pubblico, presso la Sala “Angelo Musco”

 

 

 

 

*****

Una valanga di testimonianze, tutte affettuosissime per quanto velate di pacata tristezza, ieri al teatro “Musco” di Catania, per commemorare – in una serata battezzata “Il rigore della leggerezza” – lo storico e amatissimo direttore dello Stabile etneo Mario Giusti (morto nel 1988, colpito da un male incurabile), al quale è stato altresì intitolato un premio annuale per giovani autori. Una delle tante prove dell’enorme affetto che la più prestigiosa istituzione teatrale catanese continua a manifestare nei confronti dell’infaticabile fondatore nel lontano 1958 (insieme a Michele Abruzzo e Turi Ferro) dell’allora Ente Teatrale Siciliano, poi (dal 1962 in poi) Teatro Stabile di Catania. Sul palco e in sala, attori (Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Leonardo Marino e l’intera “corazzata” dello Stabile: Tuccio Musumeci, Pippo Pattavina, Guia Jelo, Miko Magistro, Angelo Tosto, Mimmo Mignemi), giornalisti (Filippo Cosentino, Nino Milazzo – attuale Presidente – Domenico Tempio), l’ex direttore Orazio Torrisi e l’attuale Giuseppe Di Pasquale, Enzo Zappulla.

E ancora brevi interviste filmate (Andrea Camilleri, Pippo Baudo, Leo Gullotta, Giorgio Strehler, lo stesso Abruzzo che definiva Giusti “lo Stabile”, Filippo Arriva) tutti d’accordo ad esaltarne le straordinarie doti di organizzatore (fu anche chiamato a dirigere “Il piccolo” di Milano, incarico che rifiutò), ma ancora la gaia cordialità, la capacità di estendere lo sguardo oltre gli angusti confini del provincialismo e di risolvere quasi magicamente qualsiasi problema si presentasse (dal rapporto con gli attori, autori e registi fino alle più minuscole seccature del quotidiano).

Ricordati anche gli acclamati successi nel mondo del Teatro catanese (primo tra tutti “Pipino il breve”) e gli scrittori, come Pippo Fava e Leonardo Sciascia, che sollecitati da Giusti hanno scritto per lo Stabile alcuni dei testi divenuti poi veri e propri fetish (come “La violenza” e “Foemina ridens” del primo e “Il consiglio d’Egitto” del secondo). Chi ne scrive oggi gli ha dedicato una voce (letta nel corso della serata) pubblicata sulla “Enciclopedia di Catania” (Tringale Editore, Catania 1986) che di seguito si riporta.

Giusti Mario – Giornalista, consulente artistico, direttore del Teatro Stabile di Catania (Catania 1925-1988). Laureato in chimica, intraprese in giovane età la carriera giornalistica rivolgendo i suoi interessi anche allo spettacolo. Nell’immediato dopoguerra raccolse intorno a Radio Catania un composito gruppo artistico, trasformando la sede RAI del capoluogo etneo – prima adibita a semplice ripetitore dei programmi centrali – in un vero e proprio centro di produzione autonoma a diffusione regionale e nazionale. Elaborati con formule spigliate e azzeccate i fortunatissimi programmi prodotti a Catania ottennero, in brevissimo tempo, uno straordinario successo di pubblico (basti ricordare: “Tutta la città ne parla”, il celeberrimo e indimenticato “il Ficodindia”, “Contropiede”, “Il campanile d’oro”, scritti e ideati con i giornalisti Piero Corigliano, Gerardo Farkas e Mssimo Simili). Eclettico e versatile fondò anche il primo complesso jazz catanese (l’ “Hot Club”, nel quale suonava la batteria) che si esibì nella città etnea per molti anni.

Attualmente (ovviamente si parla nel momento in cui la voce è stata scritta, n.d.a.) è caporedattore della RAI (servizi giornalistici). Fu tra i fondatori – insieme con Michele Abruzzo, Turi Ferro, Gaetano Musumeci ed altri – del Teatro Stabile di Catania (1958) del quale è sempre stato direttore. Nel 1958 ricevette l’incarico di organizzare l’entrata in funzione della terza rete RAI in Sicilia. Nominato capo di struttura di programmazione della terza rete Rai di Palermo, mantenne l’incarico fino all’avvio della nuova rete televisiva statale. Direttore artistico dell’Istituto del Dramma Antico di Siracusa (dal 1973 al 1982), dal 1983 è consulente artistico dello stesso istituto (INDA) e dal gennaio del 1985 vice presidente dell’UNAT (Unione Nazionale Attività Teatrali), per la sezione che concerne il teatro pubblico, che raduna in seno all’AGIS tutti i tetri stabili e gli organismi teatrali a gestione pubblica italiani. Nel 1986 l’associazione sindacale scrittori di teatro gli ha assegnato il premio “Equa mercede” per “aver dedicato attenzione alla drammaturgia nazionale contemporanea”.

La serata è stata condotta dal giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso.

Autore: admin

Condividi