Sandro MEDICI- La Grande Bellezza.Comune di Roma: taglio al salario dei ‘semplici’ impiegati

 

 

 

La grande bellezza*

 



COMUNE DI ROMA, ATTACCO AL SALARIO DEI ‘SEMPLICI’ IMPIEGATI

La giornata di ieri è solo la prima avvisaglia del conflitto sociale che la capitale sta vivendo

Ci siamo. Le prime con­se­guenze del com­mis­sa­ria­mento di Roma comin­ciano a sca­ri­care i loro acidi effetti. Il taglio agli sti­pendi dei dipen­denti comu­nali romani è una di quelle deci­sioni che potrebbe ter­re­mo­tare i già pre­cari equi­li­bri dell’amministrazione Marino, che, di suo, certo non gode di buona salute. Le mani­fe­sta­zioni, i cor­tei spon­ta­nei, l’occupazione di piazza del Cam­pi­do­glio, i bloc­chi stra­dali e per­fino il dirot­ta­mento di un auto­bus che ieri si sono visti in città stanno lì a segna­lare non solo l’entità delle poli­ti­che restrit­tive che il Comune è obbli­gato a pra­ti­care, ma anche l’individuazione del ber­sa­glio che tali poli­ti­che hanno scelto di col­pire.

Pren­der­sela con impie­gati, mae­stre, assi­stenti sociali, vigili urbani, tec­nici, custodi, ecc. signi­fica col­pire que­gli strati di occu­pati che vivono con red­diti bassi, eco­no­mie fami­liari già stre­mate e al limite della soprav­vi­venza. E certo non saranno le indi­ca­zioni della Corte dei conti a giu­sti­fi­care que­sta deci­sione, né pos­sono rap­pre­sen­tare una coper­tura poli­tica per un’amministrazione che nei fatti non sa come andare avanti, stran­go­lata dal debito e sotto stretta sor­ve­glianza governativa.

Il sala­rio acces­so­rio che il sin­daco vuole eli­mi­nare dalle buste paga dei dipen­denti comu­nali altro non è se non quello stretto mar­gine inte­gra­tivo di sti­pendi bloc­cati da quasi un decennio.L’unica pos­si­bi­lità lasciata alla con­trat­ta­zione sin­da­cale, l’unica pos­si­bi­lità di ade­guare (ma solo in parte) retri­bu­zioni basse e bassissime.

Ed è per que­sta ragione che la rea­zione dei lavo­ra­tori comu­nali ieri è stata così intensa: dif­fi­cile ricor­dare epi­sodi ana­lo­ghi nella sto­ria recente della città. Una rea­zione che di sicuro si svi­lup­perà ulte­rior­mente, con scio­peri e chissà cos’altro. Assi­ste­remo al primo con­flitto sociale deri­vante dalle poli­ti­che assas­sine del patto di stabilità.

Si pas­serà poi a nuovi e ulte­riori ridu­zioni delle dispo­ni­bi­lità di stato sociale, ser­vizi ridi­men­sio­nati o del tutto eli­mi­nati. Toc­cherà poi all’alienazione del patri­mo­nio pub­blico, alla ven­dita ai pri­vati di quote socie­ta­rie delle aziende comu­nali, alla pri­va­tiz­za­zione di seg­menti di wel­fare. E tutto ciò in paral­lelo ai morsi che la crisi eco­no­mica con­ti­nuerà a distri­buire sulle fasce sociali più espo­ste. Lad­dove cre­scerà la domanda di soste­gno, ser­vizi, tutele di vario genere, cor­ri­spon­derà una ridu­zione dell’offerta comunale.

Marino ha scelto l’obbedienza. Non si disco­sterà dalle impo­si­zioni finan­zia­rie che gli hanno rita­gliato addosso, come con­tro­par­tita per il tra­sfe­ri­mento finan­zia­rio di cui ha goduto. E si ritro­verà nel pieno del con­flitto sociale, di cui la gior­nata di ieri è solo la prima avvi­sa­glia. Intanto, Roma con­ti­nuerà a depe­rire e sfio­rire, senza pro­grammi né pro­spet­tive, sem­pre più impo­ve­rita e depressa. (ilmanifesto.it)

 

*Sandro Medici, che ringraziamo, ex direttore de “Il Manifesto”,  è stato per anni Presidente di Circoscrizione a Roma

Autore: admin

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