Fe. Gi.*- Il ritorno di Peter Del Monte (con “Nessuno mi pettina bene come il vento”)

 

 

Cinema      Il film della settimana*

 

 

IL RITORNO DI PETER DEL MONTE

“Nessuno mi pettina bene come il vento”, ispirato ad Alda Merini

Poster

Il mare d’inverno, il verso di Alda Merini nel titolo, l’abituale uggiosità del cinema di Peter Del Monte. Per quanto il regista dichiari di aver reso meno cupi i toni del suo racconto, non è certo un film spensierato, Nessuno mi pettina bene come il vento, ma un racconto malinconico di disagi e solitudini che s’interrompe bruscamente prima di degenerare nella loro risoluzione.
Contemplativo, da salotto, quello di Del Monte è un oggetto fuori stagione, fuori posto, vagamente desueto, come gli arredi delle case di mare quando vengono ritratte nella stagione sbagliata.

Del Monte gira (bene come al solito) nella Santa Marinella dove vive, e dove fa incontrare una donna che si è lasciata il mondo alle spalle e una ragazzina che ancora lo deve incontrare, facendo del 16enne che già lo conosce fin troppo bene il reagente ideale per una reazione che le porterà a scoprirsi e riscoprirsi in maniera quasi scomoda.
Senza avere troppa carne da mettere al fuoco, Nessuno mi pettina bene come il vento cerca di supplire alla quantità tematica con il condimento degli umori e delle atmosfere, e con una presentazione che cerca di camuffare i vuoti ma non riesce a placare la fame di chi guarda.

Perché alla fine quella giocata da Del Monte è una partita a carte, dove le carte sono una galleria di personaggi stilizzati e stereotipati che il regista ha mescolato un po’ alla rinfusa: l’intellettuale borghese e altezzosa e la ragazzina umbratile, i ragazzotti teppistelli e l’adolescente sensibile e tormentato che fa il duro, la mamma dell’est che ovviamente fa il porno e l’ex lupo di mare erotomane, tossico e alcolizzato che dispensa saggezza e cultura. Perfino i genitori, adulti inetti e irritanti. A far da collante, pianoforte e violoncelli, battute troppo scritte tanto per i più piccoli quanto per gli adulti, la recitazione impostata, movimenti di macchina inutili e una patina di polvere e salsedine, mascherata da poeticità ermetica, che irrita e irrigidisce.

L’immagine che rimane di Nessuno mi pettina bene come il vento, allora, è quella della casa del vecchio beone rimasta vuota, abbandonata, teli bianchi d’altri tempi a coprire un mobilio fuori moda, mentre fuori il tempo è grigio e il mare è agitato. Solo che non c’è nessun camino a riscaldarci, nessun bicchiere di vino rosso da assaporare, nessuna compagnia con la quale trascorrere ore rilassanti. E allora, rimangonoil freddo nelle ossa e la noia nel cuore.(*comingsoon)

Autore: admin

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