Teatro Bellini, Napoli- Sino al 13 aprile, “Mangiare e bere…” diretto a Davide Jodice




Cartellone



Teatro Bellini di Napoli

Interno 5 presenta

MANGIARE E BERE- LETAME E MORTE

con Alessandra Fabbri
drammaturgia, spazio scenico, luci e regia Davide Iodice
coreografia Alessandra Fabbri e Davide Iodice
costumi Enzo Pirozzi
foto di scena Irene De Caprio
residenze creative Altra Scena Napoli presso il complesso monumentale di San Giuseppe delle Scalze a cura di Altradefinizione, Officina Teatro, San Leucio – Caserta

(V.M.18)
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Dall’8 al 13 aprile al Piccolo Bellini va in scena, per la prima volta a Napoli, “Mangiare e bere. Letame e morte”, scritto e diretto da Davide Iodice e interpretato da Alessandra Fabbri, dopo gli esordi del 2013 a “Primavera dei teatri” e “Benevento Città Spettacolo”. Lo spettacolo è prodotto da Interno 5.
E’ un lavoro di teatro e danza per danzatrice sola. Sola per la verità non è mai, tranne che per il suo corpo stesso: con questo, infatti, e con il racconto e il ricordo, espressi nel movimento ma anche a parole, Alessandra Fabbri costruisce un intero mondo sul palcoscenico. Perlopiù un mondo animato, nella prospettiva etimologica di anima-ae: giacché è un mondo animale, inteso nel suo significato più stretto, di bestia, e nel suo senso totale, di essere vivente. E’ nel cambio continuo di prospettiva tra donna e animale, dal loro scambio, e nella terzietà del rapporto con il pubblico che si realizza Mangiare e Bere. Letame e Morte: uno spettacolo che, interrogandosi sul senso dell’attorialità, conferma la poetica di Davide Iodice. Vi si ritrovano tutti gli elementi che sono propri al regista e di cui sono costellati i suoi lavori corali, qui precipitati in una persona, un corpo, una voce, un punto.

Note di regia

Alessandra vive in campagna: nella sua casa prima di lei ci abitava un cavallo e ora le anatre; i polli vi hanno libero accesso, alcuni pappagallini vivono nel bagno. Qui lei immagina la sua morte, distesa nel fogliame come pasto per le volpi.
Prima di approdare al teatro io volevo fare l’etologo: in ognuno dei miei spettacoli ci sono presenze animali, vive o figurate. Da questo incontro nasce Mangiare e bere . Letame e morte, una riflessione sui bisogni essenziali, sull’istinto, sulla nostra animalità.
Un lavoro sull’essere colto nella sua singolarità: un poemetto fisico in cui l’animale rivela l’umano e le sue mancanze. In un certo senso questo lavoro è per me un ritorno all’etologia.

 

-Ufficio Stampa a cura di Katia Prota

 


Autore: admin

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