Franco LA MAGNA- La puttana e la santa (“Ida”, un film di Pawel Pawlikowski)

 

 

Il mestiere del critico


 

LA PUTTANA E LA SANTA

“Ida” , un film  di Pawel Pawlikowski


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Torna in scena la religiosissima Polonia con un film scritto “ad majorem gloriam dei”, “Ida” (2014) di Pawel Pawlikowski, garbato scontro di due opposte weltanschauung: quella atea e comunista (disperata e perdente) e quella religiosa, vista come consapevole scelta “d’abbandono” del mondo, inferno di fallace precarietà privo delle siderali e granitiche certezze della fede nella trascendenza e nell’esistenza di Dio. In campo due donne antitetiche: Wanda, detta “la sanguinaria”, ex spietato procuratore dell’oppressivo regime comunista (che ha mandato a morte gli oppositori controrivoluzionari della “dittatura del proletariato”) – ora alcolizzata e consacratasi ad amori occasionali (autodefinitasi “puttana”)  – e la dolce e giovane Anna (nipote di costei, la “santa”), monacanda cresciuta in un’abbazia, del tutto ignara dei piaceri (e dei dolori del mondo). Anna, che scoprirà di chiamarsi Ida, prima di prendere i voti viene spedita dall’accorta madre superiora dalla zia (sorella della madre) affinché scopra la realtà fuori dal guscio conventuale e conosca (aiutata dall’unica zia) i segreti del suo passato. Scoprirà d’essere un’ebrea i cui genitori sono stati barbaramente massacrati da contadini polacchi durante l’occupazione nazista, per impadronirsi della casa e della terra, mentre lei ancora innocua neonata è stata “pietosamente” risparmiata.

Pawlikowski fotografa opportunamente la cupa e miserabile Polonia degli anni ’60 (il film è ambientato nel 1962) con un essenziale bianco e nero che ne enfatizza il disarmante squallore, in contrapposizione alla sublime musica di Mozart (ripetutamente ascoltata da Wanda e riproposta, anche nella secca sequenza del suicidio della “sanguinaria”, ormai priva d’ogni ideale e d’ogni ragione di vita e probabilmente “pentita”), insieme ad una macchina da presa generalmente fissa  (molto raramente mobile), una sceneggiatura ed un montaggio essenziali. Riproposte anche alcune hit italiane degli anni ’60 (“Guarda che luna”, 24 mila baci”, “Portofino”) dalla piccola formazione musicale che si esibisce nell’albergo dove alloggiano le due donne e dove il giovane sassofonista – con il quale Anna avrà una fugace relazione in ossequio al suggerimento della zia (“Se non sei stata con un uomo, non sai cosa perdi”) prima di scegliere il definitivo ritorno in convento dove prenderà i voti – esegue brani di John Coltrane con l’inseparabile sax soprano. Viene in mente l’ultimo Antonioni (“Al di la delle nuvole”, 1995), con l’aggiunta d’una notte d’amore (“E dopo”? continua a ripetere Ida all’occasionale compagno, dopo aver “tentato” un’impossibile plagio della vita di Wanda), che conferma alla “santa” il suo incrollabile proponimento di votarsi a sposa di Dio. Presentato in anteprima durante l’ultima edizione del Torino Film Festival.                                                                                                                                            Interpreti: Agata KuleszaAgata TrzebuchowskaJoanna Kulig Dawid OgrodnikAdam SzyszkowskiJerzy TrelaHalina Skoczynska

Autore: admin

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