Mostre d’arte- Giuliano Giuliani, il respiro della pietra (ad Ascoli Piceno)

 

 

 

 

 

 

Mostre d’arte

GIULIANO GIULIANI, IL RESPIRO DELLA PIETRA

Ascoli Piceno, Forte Malatesta
Dal 15 marzo al 2 novembre 2014
Mostra a cura di Stefano Papetti
Catalogo in mostra a cura di Paola Bonani e Fabrizio D’Amico.

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La città di Ascoli Piceno rende un omaggio importante allo scultore
marchigiano Giuliano Giuliani (Ascoli Piceno, 1954). Ad ospitare un’ampia
selezione dei suoi lavori è il Forte Malatesta di Ascoli che, con la sua
scabra
potenza, offre una ambientazione ideale ad accogliere le pietre che l’artista
ha piegato alla loro nuova natura.
Il primo paesaggio di Giuliani, ove negli anni Settanta egli ha formato il
suo
laboratorio d’immagine, è stato certo quello della cava di famiglia, nell’
entroterra
marchigiano. Può dirsi che quell’alba del suo fare gli sia rimasta
lungamente nell’animo: ad essa egli è stato ed è fedelmente avvinto,
serbandone
gelosamente i valori ideali e fattuali: dal che deriva in prima istanza la
peculiarità della sua opera. Da allora – e poi sempre – il suo materiale d’
elezione
è stato il travertino, con le sue forre profonde e le sue improvvise
rivelazioni; solo raramente Giuliani ha avvertito l’urgenza di aggiungere
alla
pietra che ha scavato qualche elemento estraneo: gessi o materiali diversi,
sempre attinti dalla natura.

L’opera di Giuliani non è stata tuttavia un’esperienza tutta in sé raccolta e
tetragona alle suggestioni della ricerca plastica contemporanea: in realtà il
suo fare è figlio di un vasto scrutinio dei vertici della scultura
internazionale del secolo XX, a cominciare dal suo primo amore per Brancusi.
Dopo quella lontana suggestione, egli ha ripensato gli esiti della ricerca di
Henri Moore al tempo dell’incontro fecondo con il surrealismo; quindi è la
ricerca degli anni Quaranta e Cinquanta di Arp a sedurlo: quella volontà, in
particolare, tante volte dichiarata dall’artista alsaziano di dar vita con la
sua scultura a forme che, prossime ad una nuova nascita, conservino però il
sentore del grembo, senza ripetere nessuna forma già esistente. Attraverso
Arp,
orienta infine Giuliani, soprattutto in certi suoi passaggi d’anni Novanta,
l’opera di Alberto Viani.

Da fonti diverse, dunque, oscillanti fra ricerche d’ordine astratto e
suggestioni umanistiche, muove Giuliani. Del quale forse troppo spesso,
all’opposto, s’è sottolineata soltanto la vocazione a una separatezza, nell’
eremo
dei monti marchigiani, che se è certo reale condizione d’esistenza, e
rispecchia una vocazione profonda dell’animo, non ne ha impedito uno sguardo
largo e consapevole dato oltre, e ben oltre, quei suoi confini.

L’esposizione ascolana è organizzata dal Comune di Ascoli Piceno, in
collaborazione con l’Associazione Mario Giuliani Onlus, ed è curata da
Stefano
Papetti, responsabile scientifico delle raccolte museali di Ascoli Piceno.
L’allestimento della mostra è progettato e curato dallo scenografo Graziano
Gregori. La mostra raccoglie un’ampia selezione di opere, alcune di
dimensioni
rilevanti, dagli anni Novanta alla sua ultima produzione.

In mostra verranno presentate anche le fotografie in bianco e nero realizzate
da Mario Dondero, che documentano l’artista al lavoro e alcune delle sue
opere
negli ambienti suggestivi della cava dove Giuliani da sempre lavora.

Un’ampia monografia sull’artista, a cura di Paola Bonani e Fabrizio D’Amico,
verrà pubblicata in occasione della mostra. Il volume raccoglierà le
testimonianze di Giuseppe Appella, Mario Botta, Eugenio De Signoribus,
Antonio
Gnoli, Franco Marcoaldi, Paolo Mauri, Tullio Pericoli, Davide Rondoni; i
saggi
critici di Mariano Apa, Paola Bonani, Fabrizio D’Amico; le fotografie di
Mario
Dondero, oltre le immagini di tutte le sculture in mostra al Forte Malatesta.
Il volume è edito da Lubrina Editore, Bergamo, con la cura editoriale di
Arialdo Ceribelli.

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Info: www.giulianogiuliani.it
Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campgnolo www.studioesseci.net,
gestione1@studioesseci.net tel. 049663499

Autore: admin

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