Mario SAMMARONE- Era notte a Roma (un racconto di Giulio Alfano, edito da Solfanelli)

 

 

 

Scaffale


ERA NOTTE A ROMA

Il quartiere San Lorenzo, duramente colpito dalle bombe

Il quartiere San Lorenzo, duramente colpito dalle bombe

Giulio Alfano (ed. Solfanelli) racconta  la sua città, negli anni dell’ultimo conflitto mondiale

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La notte di Roma di Giulio Alfano ( ed. Solfanelli, 2013) è un breve racconto, che ci viene proposto dall’autore con la stessa naturalezza che potevano avere i nostri padri (o nonni, a seconda dell’età che abbiamo) nel raccontarci episodi della loro vita.

Anche l’autore ha a sua volta ricevuto da altri questi fatti, e usa una lingua libera e colloquiale per regalarli a noi: anzitutto usando il tempo presente, che ci rende vivi gli avvenimenti narrati, con la piacevolezza di un cunto antico, rendendoli più vividi e vicini a noi e dandoci la sensazione di trovarci dentro quelle storie. In effetti La notte di Roma è un libro che si legge in una serata come una storia attorno al fuoco, che si ascolta senza fiatare, partecipando emotivamente ai fatti. Indimenticabile l’incipit, con la luminosa figura di Marion, ragazza svedese innamorata dell’arte e del nostro paese (ed anche di un bel giovane italiano, che poi sposerà – i due saranno i genitori dell’autore).

Siamo a Roma, al Verano, dove pare che la morte sia tenuta a bada, nonostante il luogo e la guerra, grazie alla civiltà del culto degli avi, che esorcizza la morte stessa, e alla bellezza marmorea delle artistiche tombe; intorno c’è la città di Roma, immersa nel caldo di un giorno d’estate. Qui Marion si muove per ritrarre scorci pittoreschi e monumenti artistica, ma la morte, vera, desolante irrompe improvvisamente dal cielo. È infatti il 19 luglio 1943, giorno del primo bombardamento di Roma da parte degli alleati.

Questo è il preludio al racconto, che si svolge nei giorni neri dell’occupazione nazista di Roma. La città però è viva, e ci sembra di essere presenti nella vivacità della trama, con la miriade di spettacoli rappresentati nei teatri cittadini, che non cessano neppure nei momenti terribili, come il giorno dell’attentato di via Rasella. La storia diventa palpitante, vicina a noi, tanto più umana quanto più diviene quotidiano l’agire di uomini, uomini in cui facilmente possiamo riconoscerci, quasi stupiti di sentirli così uguali al nostro presente.

Siamo a volte così legati a stereotipi e schemi che ci dimentichiamo della storia passata, spesso distratti da un presente che non è neppure cronaca ma solo gossip, come giustamente scrive Alfano, riferendosi in particolare alle attrici del cinema attuale, così lontane dal suo idolo Anna Magnani. Della mitica Nannarella conosciamo tutti l’eccelsa bravura e la calda umanità, ma ignoravamo con che coraggio avesse affrontato le prove di fatti drammatici che la guerra e il regime imponeva. Ella è stata ben al di sopra di tanti sedicenti antifascisti posteriori, che si sono appuntati tale medaglia senza spesso averne alcun merito.

E con lei conosciamo altri personaggi, ritenuti secondari o che ci sono del tutto  sconosciuti, scoprendo talvolta retroscena sordidi di personaggi insospettabili, ma anche eroismi di gente comune. Altra figura che sovrasta con una personalità gigantesca è Luchino Visconti, tratteggiato con la sua forza e debolezza ad un tempo, così umane.

Una carrellata di episodi e figure che incontriamo nitide e vive, ed anche vicende storiche importanti come il progettato rapimento del Papa da parte di Hitler, il cosiddetto “piano Rabat”, che ci viene reso dettagliatamente e con sorprendenti risvolti. La notte di Roma è insomma il libro di una sera, ma che ci arricchirà di umanità e comprensione verso coloro che hanno vissuto il dramma, sacrificandosi affinché noi potessimo vivere liberi in un tempo di pace.

Siano rese grazie a loro.

Autore: admin

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