Luana BOMBARDI- Danza. Le metamorfosi di Sasha (“Métamorphoses” di Waltz)




Danza    Il mestiere del critico

 


LE METAMORFOSI DI SASHA

 

Waltz e “Métamorphoses” in memoria di Abbado


 

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Era tutto esaurito, venerdì scorso, il Comunale di Ferrara per lo spettacolo della tedesca Sasha Waltz, di scena con il suo Métamorphoses, dedicato alla memoria di Claudio Abbado e proposto, in esclusiva, in prima nazionale. Ipnotizzante la danza eseguita sulle sonorità live della Mahler Chamber Orchestra, coinvolta nella realizzazione dell’evento; l’ensemble strumentale – d’archi e percussioni – variamente dislocato e, talora, a strettissimo contatto con i danzatori.

Strutturata in sei momenti – le sei miniature per 16 danzatori e 15 musicisti indicate dal sottotitolo –  la coreografia-concerto ha offerto il suo omaggio alla musica contemporanea celebrando l’opera di  Haas, Ligeti e Xenakis. Si è, però, inaugurata su una composizione della giovane Ruth Wiesenfeld, prescelta per la prima miniatura. Interpreti, due danzatrici e un quartetto d’archi, con i musicisti disposti ai quattro angoli della scena.

Di particolare suggestione Open Spaces – musica di Haas – con violini e contrabbassi in platea, percussioni a fondoscena e un fondale riflettente: la quarta miniatura, con la danza demandata a donne e uomini in nero e avorio, giunti sul palco come un’onda e poi ritratti in una serie di scultorei tableaux vivants.

Il direttore Titus Engel – posizionatosi in platea, in prossimità del proscenio – conduceva l’orchestra fronte al pubblico. La musica accerchiava gli spettatori, inducendoli a immergersi totalmente nell’azione.

Nella successiva Streichquartett n. 1 – musica di Ligeti, per quartetto d’archi – i danzatori interagivano fisicamente con gli strumentisti, disponendosi accanto a loro, sdraiandosi sotto di loro, e, infine, spostando, con ferma delicatezza, le aste degli spartiti, così da costringere i musicisti a seguirli.

Delle due miniature su Xenakis, una delle quali offerta in chiusura – Aurora, per dodici archi, nuovamente diretti da Engel – di particolare effetto è stata Rebonds Part B, per sole percussioni, secondo pezzo della serata, con, in scena, la percussionista Robyn Schulkowsky, poi esibitasi anche in assolo con un’improvvisazione. La coreografia, energica e asciutta, vagamente grahamiana, resa misterica dal ritmico pulsare della partitura musicale, presentava una dinamica dirompente, con sette donne in nero che, in preda a un’agitazione incontenibile, saltavano, giravano, mimavano il battito frenetico del cuore.

Qui, la musica e la danza, di sapore atavico, ancestrale, hanno dato vita a un momento fra i migliori dell’allestimento; un lavoro originale, di certo affascinante, ma che, per densità e durata, chiede molto allo spettatore.

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Teatro Comunale di Ferrara 21 febbraio 2014-   Sasha Waltz & Guests – Mahler Chamber Orchestra

Métamorphoses

Danzatori:  Liza Alpízar Aguilar, Davide Camplani, Gabriel Galindez Cruz, Delphine Gaborit, Renate Graziadei, Edivaldo Ernesto, Florencia Lamarca, Sergiu Matis, Sasa Queliz, Zaratiana Randrianantenaina, Orlando Rodriguez, Judith Sánchez Ruíz, Mata Sakka, Yael Schnell, Xuan Shi, Niannian Zhou, Una produzione di Sasha Waltz & Guests.   Mahler Chamber Orchestra  Direttore  Titus Engel

Violini: Henja Semmler (Germania), Annette zu Castell (Germania), Christian Heubes (Germania), May Kunstovny (Austria), Geoffroy Schied (Francia), Sonja Starke (Germania), Timothy Summers (Stati Uniti)

Viola: Béatrice Muthelet (Francia), Anna Puig Torné (Spagna)   Violoncello: Christophe Morin (Francia), Miwa Rosso (Francia)  Basso: Burak Marlali (Turchia), Ander Perrino Cabello (Spagna)  Percussione:Martin Piechotta (Germania

Direzione e coreografia Sasha Walt. Costumi Bernd Skodzig  disegno Luci Martin Hauk drammaturgia Jochen Sandig musiche G.F. Haas, G. Ligeti, R. Wiesenfeld, I. Xenakis. Percussioni Robyn Schulkowsky

Autore: admin

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