Francesco NICOLOSI FAZIO- Uno su zero dà infinito (“Zero” di M. Bruno, con M. Vado.Teatro del Canovaccio, Catania)

 

 


Teatro    La sera della prima

 

 

UNO SU ZERO DA’ INFINITO

Massimiliano Vado

“Zero (astenersi perditempo)”  di Massimiliano Bruno. Regia Michela Andreozzi. Con Massimiliano Vado (nella foto)  -Al Teatro del Canovaccio di Catania

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Verso l’infinito ed oltre. Un super eroe che si chiama Zero, per poter tendere all’infinito, deve stare al dividendo/denominatore. Uno dei più filosofici assiomi della matematica è quello che dividendo un numero per zero il risultato è infinito. Dalla tesi subito la dimostrazione (teatrale): se analizziamo il significato di “denominatore” questo si può intendere per qualunque cosa che ne denomina un’altra. Pertanto se denominiamo questa realtà odierna come formata da tante nullità (zero) e li raffrontiamo alla normalità (uno, nessuno…) ecco che un supereroe che deve raffrontarsi con la realtà può trovare infiniti spunti (è matematico!) per far ridere. Confortati dai numeri affrontiamo la scienza non esatta del teatro.

A proposito di numeri, lo spettacolo ne offre tanti. Partiamo dal numero perfetto dei tre che godono di un curriculum poderoso che colma tre (!) facciate del foglio di sala. Non viene citato un sito, ma consigliamo ai nostri lettori una ricerca sui tre professionisti. Sintetizziamo. Massimiliano Vado lavora con: Patroni Griffi, Albertazzi, Benvenuti, Gassman, Lavia e in TV in “Distretto di polizia”, “Ris, un caso di coscienza”, “Sposami” e “Centovetrine” al cinema in “Viva l’Italia” e “Stai Lontana da Me”. Massimiliano Bruno è regista cinematografico di “Nessuno mi può giudicare” e “Viva l’Italia”, è sceneggiatore di “Notte prima degli esami”, “Ex”, “Maschi contro femmine” “Questa notte è ancora nostra”, “Tutti contro tutti”, “Buongiorno papà”; con questa attività cinematografica vince un Nastro d’argento ed ottiene diverse candidature ai David di Donatello.. con il teatro e la TV (anche come attore) ci finirebbe lo spazio a disposizione.

Michela Andreozzi, oltre che regista è personaggio televisivo: “Zelig”, “Quelli che il calcio”, “Colorado Cafè”, “Un posto al sole”, “Don Matteo”, “La squadra”, “Distretto di polizia”, solo per citare i più noti programmi. Altrettanto notevole l’attività cinematografica (Papaleo, Pieraccioni, Bruno, Federici) e teatrale, di quest’ultima attività la segnaliamo come regista e/o autrice dei premiati  “Sesso chimico”, “La festa” e “Diversamente giovani”. Ribadisco che abbiamo sintetizzato!

Viste le premesse lo spettacolo doveva ed è di perfetta sintesi tra novità e intrattenimento. Un supereroe di nome Zero, da solo in scena, si confronta anche con i problemi di tutti i giorni. Innanzitutto con le telefonate della “mamuska” invadente (come non pensare a Moni Vadia o al Woody Allen di “New York stories”) e poi con la fidanzata abbandonata e rimpianta. Irrefrenabili conati di vomito gli complicano la vita. Il tutto racchiuso in un lunghissimo istante dentro un supermercato, con una pistola puntata in faccia da un improbabile rapinatore. Una serie di flash back scanditi dalla amplificata voce della cassiera del supermercato, che funge da alienante siparietto, tra scena e scena e tra il sé “normale” ed il sé supereroe.

Ed ecco che lo spettacolo parte egregiamente per la tangente, realmente verso l’infinito e l’oltre-modo incredibile della realtà odierna, dove per sopravvivere bisogna essere almeno eroi, meglio se super. Risate illuminanti, una esilarante tensione da thriller, una esaltazione del banale nulla (Zero assoluto) che la realtà ci offre e a cui i mass media ci costringono, con messaggi deliranti e scientemente alienanti. Al punto che nonostante i suoi super poteri il protagonista non capisce che la pistola è giocattolo ed il presunto rapinatore è un bambino di sette anni.

Bravissimi tutti, in particolare Vado che in scena si decuplica pure in tanti sotto-personaggi, anche con varie cadenze dialettali. Originale e divertentissimo il testo. Ancora da creare la scenografia di cui non viene citato il colpevole. Uno spettacolo da grandi numeri con una piccolissima ed efficientissima compagnia che onora e gratifica il Teatro del Canovaccio che raggiunge una ulteriore sintesi tra vero teatro e vero divertimento. Benissimo!

Autore: admin

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