Francesco NICOLOSI FAZIO- Pesci piccoli, pesci grossi, pescecani (il caso Montepaschi)

 


Fondali

 

PESCI PICCOLI, PESCI GROSSI, PESCECANI

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La telenovela del Montepaschi continua a riaffiorare dal “fondo”


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Pare che la banca senese facesse affari all’estero comprando e turbinando una gran quantità di titoli (bond) che cambiavano spesso di mano. Questi passaggi erano concretamente indispensabili in quanto ad ogni vendita, e seguente acquisto, si determinava una plusvalenza che non finiva nelle casse della banca del Monte ma nelle tasche dei dirigenti dell’epoca. Un epoca peraltro molto recente.

Risulta evidente il perchè le banche sono così riluttanti a finanziarel’economia reale: se si finanzia qualcosa di concreto i soldi si “girano” solo una volta e quindi, qualora un imprenditore della vita reale lo consentisse, per una volta soltanto sarebbe possibile intercettare un qualche flusso. In Sicilia tale intercettazione si chiama “Pizzo”, parola che definisce qualunque tipo di percentuale illegale richiesta ed ottenuta in modo illegale, da mafiosi, politici o bancari. Inoltre dividere il capitale tra tanti clienti reali e relative operazioni obbliga a stabilire “rapporti” con migliaia di persone, mentre operando con un solo fondo è facile raggiungere un “accordo”, peraltro molto sostanzioso

I magistrati saranno stati certamente insospettiti dagli operatori coinvolti che sono il fondo caraibico “Anguilla” e la Banca inglese “Enigma”. Ragioni sociali che sono come una vera e propria autodenuncia. Credo che nessuno, che voglia investire proprio denaro, si rivolgerebbe al pesce più viscido e sfuggente che vive sia in mare che nei fiumi, oppure si fiderebbe di chi si autodefinisce misteriosamente enigma. Certo parlo di chi vuole investire soldi propri. Tutt’altro discorso sono i soldi altrui, anzi nostri, in quanto i miliardi dell’IMU sono serviti a cercare di pareggiare i conti del Monte dei Paschi. I soldi di Monti al Monte.

A proposito di IMU si tratta letteralmente di sommare il danno alla beffa, in quanto l’IMU finanzia le banche (recentemente altri 7 miliardi) e deprezza gli immobili, le banche non concedono mutui, e chi ha qualche euro lo lascia alle banche per fare i loro giri internazionali, grazie alla grande liquidità che è il problema della finanza internazionale. La mancanza di liquidità è invece il problema della gente normale.

Nella grande liquidità sguazzano le tante “anguille” che si immergono nei “fondi” più oscuri di quelli degli oceani. Chissà in quale “Fossa delle Marianne” sono finiti i nostri soldi, tasse che lo stato regala alle banche, anche sotto forma di spread, in dispregio a qualunque rispetto del bene pubblico ed in assenza assoluta di “libero mercato”, in quanto le banche comprano il denaro allo 0,25% (zero virgola venticinque per cento) e lo vendono, nel credito al consumo, al 20% (venti per cento) ed oltre, quindi circa ottanta volte di più (0,25% x 80 = 20%).

Anche questo è un vero enigma. Altro mistero è che si è venuti a conoscenza dello scandalo Montepaschi a seguito del “buco” troppo grosso, per cui la magistratura è dovuta intervenire, a rate. Siamo certi che le altre banche che operano in Italia, non sono mai ricorse ai trucchi recentemente scoperti. Difatti le altre banche preferiscono finanziare l’economia reale e si rifiutano di condurre operazioni finanziarie internazionali. Quello che segue è l’intero elenco delle banche che operano onestamente………………………… Non forniamo l’elenco perché riempirebbe decine e decine di falconi. Giudiziari.

Meglio che un film. La Montepaschi story non finirà tanto presto. A proposito di cinema, nel 1971 Salvatore Samperi diresse “Un’anguilla da 300 milioni”, una storia dove una ragazza riesce a fare la cresta sul suo stesso rapimento. Ma in fondo l’anguilla è un pesce piccolo. Chissà se mai prenderanno i pesci grossi. Intanto siamo giornalmente sbranati dai pescecani, animali che emergono dai “fondi” durante le guerre. Non dimentichiamoci che è ancora in corso la terza guerra mondiale. Non si intravede ancora il dopo guerra.

Autore: admin

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