Francesco NICOLOSI FAZIO- Essere donna (“Contaminata” di F.Gerli.Teatro del Canovaccio. Catania)


 

 

La sera della prima



ESSERE DONNA.

“Contaminata” Di Francesca Gerli.

Regia: Fadia Bassmaji. Scene: Maria Paola Di Francesco. Con: Virginia Zini, Livia Sonetti, Elisabetta Mossa e Federica Ombrato. Produzione: Compagnia Quinta Parete.

Al Teatro del Canovaccio di Catania- per XXI In Scena

 

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“Donne ch’avete intelletto d’amore“ Al ritorno dallo spettacolo riprendo dal comodino la Commedia lasciata al Canto XXIV del Purgatorio, la precedente è l’unica autocitazione di Dante, ripresa dalla “Vita Nova”. Una coincidenza splendida. Splendido è uno dei tanti aggettivi che merita lo spettacolo, Ma diciamo pure meraviglioso, intelligente, forte, commovente, nuovo anzi fresco; diciamo pure intrigante, perché uno spettacolo così bello riqualifica un termine. Così come riesce a dare “altro” senso alla parola “amore”. Grazie a XXI in Scena, debutta a Catania, in prima nazionale, la Compagnia “Quinta Parete” da Casalgrande (RE), andate a vederlo, se non vi entusiasmerete, mi impegno al rimborso. Fine dell’articolo. Saluti FNF.

Se continuo a scrivere è solo per prolungare la gioia che si prova ad assistere allo spettacolo.

Freud (citato in scena) scrisse un libro intero che voleva dimostrare che non è possibile capire cosa vogliono le donne. Se avesse visto questo spettacolo sarebbe già vicino alla soluzione.

Anna va incontro alla vita con tutte le sue contraddizioni, di lei e della vita. Come la gran parte delle donne si sdoppia, anzi si squadrupla in altrettanti personaggi, contemporaneamente in scena; diverse tra loro (“figurine anni ’30, ’50, ‘70”) ed individuate da un ortaggio; insieme formano una appetitosa minestra . La vita è un conflitto a casa con la mamma; da sola nella stanza d’affitto; quando scoppia l’amore; a casa con Tonino; quando finisce l’amore. Per raccapezzarci qualcosa spesso auto-convoca le sue diverse aspirazioni e personalità con un perentorio grido: “Codice rosso”. Invece unico vero momento unificante di sé stessa è l’amore, che forse è solo bisogno. Sempre trasportando valigie che con-tengono tuta la sua vita; meno una che con-serva i pezzi del suo amore: Tonino.

Uno spettacolo che è soprattutto rigoroso, nelle scelte e nelle finalità. Una studiata sequenza di movimenti e dialoghi meravigliosamente interiori/esteriori con una rara sensibilità e cognizione della femminilità, intesa quasi come un ideale di vita. Un vero passo avanti alla ricerca della strada (interrotta) dell’emancipazione femminile. Raramente si è visto qualcosa di altrettanto profondo e divertente sul tema; in questo ci manca la migliore Franca Rame. Nel cinema qualche tentativo riuscito, come in “Thelma e Louise”, riscontrando la stessa esigenza che la protagonista del film ha di avere il tempo di ragionare; nella piece di  Francesca Gerli questa esigenza è splendidamente sintetizzata nel “Codice rosso”, il reset che ordina a sé stessa la protagonista, sempre impegnata a dare cura a qualcosa; “Curare: attendere a; occuparsi; pro-curare”

Straordinario l’impegno che prende ed assolve la Compagnia “Quinta parete” che programmaticamente ricerca “un progetto utile alla coscienza sociale e civile, nonché umana”. In mezzo rigo due sostantivi e quattro aggettivi che caratterizzano un impegno perfettamente assolto. Il testo ne diventa una logica conseguenza, perchè “il corpo è motore, così come il movimento nello spazio è significatore della parola”.. Non a caso la protagonista si divide in quattro, “come le quattro pareti di una stanza prigione”. Anche il nome della compagnia è programmatico, come ricerca di un ulteriore tramite verso il pubblico, notoriamente detto quarta parete. Tutto il virgolettato è tratto dal perfetto libretto di presentazione, che consiglio di rintracciare sul sito: www.quintaparete.org.

Quasi inevitabile la perfetta regia, leggera e decisa, che si fa forte di quattro splendide e giovanissime attrici che “dimostrano” come se avessero una ventennale esperienza, raggiungendo una rara sintonia che offre una organicità indispensabile, per fornire un unicum che diviene “la” protagonista nei suoi quattro aspetti, come racchiusi e coincidenti nello stesso corpo. Letteralmente le quattro attrici sono quattro membra dello stesso splendido essere. Un essere mitologico.

Un essere che viene sulla scena a “miracol mostrare”.

Autore: admin

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