Francesco NICOLOSI FAZIO- Edonismo berlusconiano(“Strass” di Cortini ed Esposito, al Teatro del Canovaccio di Catania)

 

 

Teatro    Lo spettatore accorto

 

 

EDONISMO BERLUSCONIANO

“Strass” di Bruno Cortini e Eliana Esposito.

Regia: Federico Magnano di San Lio Con: Raffaella Esposito, Carmela Buffa Calleo, Eliana Esposito, Bruno Cortini e Gianpaolo Romania.  Sicilia Sisters al Teatro del Canovaccio di Catania

 

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Tre amiche (?) alla moda (laureate semianalfabete)vivono nel pieno il presente momento, sempre sulla cresta dell’onda. “Fashion victims, sante martiri dell’estetica, paladine del look, mistiche del gossip, devote di Dior, Missoni da compiere, Chanel da seguire” (dal foglio di sala). Partecipano ad un irrinunciabile concorso per ottenere l’ultimo ed unico status simbol,  lo “Strass” del titolo, che altro non è che un porta telefonino alla Swarovsky. Solo una al mondo ne sarà degna. Ma appena ottenuto lo status simbol questo si dimostrerà già obsoleto: è nato un altro nuovissimo status simbol. Tutto da rifare.

Una grottesca fiction, rappresentata quasi in diretta, come un riverbero del nulla televisivo che ci assedia ed opprime. Come una confettura di arance siciliane selvatiche, la piece è brillante, prima dolce e divertente, ma poi lascia un forte aroma e retrogusto amaro. Anche se si ride tanto il colpo allo stomaco rimane; il vuoto cosmico delle menti della stragrande maggioranza degli opinion leaders, si materializza e si presenta, opportunamente introdotta dallo schermo che sovrasta il boccascena, dove un ineffabile Cortini dispensa regole di vita in pillole avvelenate: oggi la demenzialità è ormai un target  dei bei tempi andati.

Intelligente il ripetuto riferimento al sesso, come oggi inteso, un rimedio, se non merce di scambio, una tecnica da apprendere, magari anch’essa a pagamento, dalla sessuologia dei vip che, con la leggerezza della Buffa Calleo, trova per tutto la giusta “posizione”. Altro mestiere “odierno” è la stylist (perfetta Raffaella Esposito) che abbina ogni particolare, del vestire e della vita: anche il colore degli occhi del fidanzato alla biancheria intima. Il “mestiere” più paradossale risulta quello rappresentato da Eliana Esposito: la sensitiva, che con le mani  ad antenna (l’inconfondibile doppio segno del fuck you) si sintonizza con tutte le scempiaggini che dobbiamo subire (quelle più notevoli ci giungono sotto forma di legge).

Come al solito il Teatro del Canovaccio ci porta divertenti novità, anche come modernissimi “castiga mores”, testi  che danno ancora un senso al teatro ed alla cultura. Nel teatro di ricerca trovare e vivisezionare il nulla che ci opprime è un lavoro da Sisifo. E la lezione di Dario Fo, che suggeriva di colpire con la risata, si unisce idealmente ai circhi felliniani: sempre più difficile!

Autore: admin

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