Teatro Stabie di Cania (Sala Musco)- Dal 28 gennaio,”Piccoli crimini coniugali” di E.E.Schmitt, regia di A. Maggi

 

 

Cartellone


 

Teatro Stabile di Catania

 

 

PICCOLI CRIMINI CONIUGALI


di Eric-Emmanuel Schmitt

regia di Alessandro Maggi

musiche di Germano Mazzocchetti
scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta
luci di Enrico Berardi

con Paolo Valerio e Elena Giusti

produzione Teatro Stabile di Verona


Teatro Musco, dal 28 gennaio al 2 febbraio




La natura relazionale degli esseri umani e l’imprevedibilità degli avvenimenti che irrompono nelle nostre vite. Fino a sconvolgerle. Questo il campo d’azione entro cui si muovono le pièce teatrali, ma anche la narrativa, di Eric-Emmanuel Schmitt, autore tra i più prestigiosi dell’attuale panorama internazionale: una tematica affascinante attorno a cui ruota anche l’azione di “Piccoli crimini coniugali”, commedia tragicomica sulle difficoltà del rapporto di coppia, da oltre un decennio accolta dal pubblico con viva partecipazione.

E crescente entusiasmo sta registrando in tutta la penisola il nuovo allestimento prodotto dal Teatro Stabile di Verona, affidato alla regia di Alessandro Maggi, protagonisti Paolo Valerio ed Elena Giusti. Una messinscena di qualità che si avvale delle musiche di Germano Mazzocchetti, scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, luci di Enrico Berardi. Lo Stabile di Catania ospiterà lo spettacolo dal 28 gennaio al 2 febbraio alla sala Musco all’interno della stagione “L’isola del Teatro”.

Scritto nel 2003, è il terzultimo tra i lavori per il palcoscenico elaborati finora dal drammaturgo e romanziere belga di origini franco-irlandesi, le cui opere sono tradotte e rappresentate in tutto il mondo. Basti pensare a “Il Visitatore”, uno dei suoi testi più importanti, che ha debuttato per la prima volta in Italia nel 1996 proprio con un importante allestimento realizzato dagli Stabili di Catania e del Friuli Venezia Giulia, con Turi Ferro nei pani di Freud e Kim Rossi Stuart in quelli del misterioso visitatore, ottenendo anche un notevole successo nella versione televisiva.


Appassionato di filosofia, Schmitt da sempre ama scandagliare la dimensione privata della vita umana e la complessità dei rapporti personali utilizzando un punto di vista inedito. Dal romanzo “La parte dell’altro” in cui Hitler vive la vita che avrebbe ipoteticamente vissuto se non avesse mai ricevuto il rifiuto dell’Accademia di Belle Arti, ad un copione teatrale come “Il Vangelo secondo Pilato” dove la vicenda di Gesù è raccontata attraverso gli occhi del prefetto romano, ciò che emerge chiaramente è la fondamentale importanza della profonda introspezione a cui l’autore sottopone i propri personaggi.

Un’analisi che coinvolge anche i due protagonisti di “Piccoli crimini coniugali”, travolti da una realtà in cui vivere diventa quasi impossibile.

 

A causa di un grave incidente domestico, il marito torna a casa privo di memoria ed è compito della moglie cercare di far riaffiorare in lui i ricordi della loro vita di coppia. Nel tentativo di ripristinare ciò che è andato perduto emergono dei dettagli che li aiutano a scrutare nell’intimità di una relazione apparentemente tranquilla che nasconde, però, diverse insidie. Un giallo coniugale in cui la verità non è mai ciò che sembra, dove la memoria (e la sua supposta mancanza), la menzogna e la violenza vengono completamente riviste per assumere dei significati nuovi e inaspettatamente vivificanti.


«Le varie edizioni di “Piccoli crimini coniugali” – spiega Schmitt – hanno sempre suscitato nel pubblico reazioni contrastanti. All’uscita del teatro le coppie reagivano in maniera diversa in base all’età. I ventenni mi dicevano “sei crudele”; i quarantenni “che realismo”; i sessantenni “che tenerezza”. Avevano tutti ragione: a vent’anni si vorrebbe che l’amore fosse semplice, a quaranta si scopre che è complicato, a sessanta sappiamo che è bello proprio perché è complicato».

Schmitt ci catapulta su un’altalena di emozioni, in un gioco al rilancio in cui la posta in ballo supera le aspettative iniziali, in un crescendo di situazioni in cui il comico e il tragico si integrano alla ricerca di una verità ultima di cui, però, non v’è certezza.

 

-Ufficio Stampaa cura di Caterina Andò

 


Autore: admin

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