Francesco NICOLOSI FAZIO- Non tanti teatranti (Franco Branciaroli interpreta Bernhard. Stabile di Catania)

 

 

La sera della prima

 

NON TANTI TEATRANTI

 

Franco Branciaroli

“Il Teatrante” di Thomas Bernhard.Diretto ed interpretato da Franco Branciaroli– Al Teatro Stabile di Catania

 

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Austria anni ’80. In una stamberga, dedita prevalentemente a maiali, salumi e sanguinacci, trova posto, oltre ad un grande ritratto di Hitler, un minuscolo palcoscenico, spoglio, semi-circolare, come non avesse quarta parete. Il vecchio del titolo deve rappresentare una sua delirante commedia storica che include, contestualmente, Napoleone, Hitler e Stalin. La compagnia coincide con la sua stessa famiglia, di cui l’unico con talento è lui, protagonista. Nonostante la degustata stracciatella di buon auspicio, lo spettacolo non si rappresenta: il pubblico va invece a spegnere l’incendio della chiesa, colpita da un fulmine. Incendio e fulmine costantemente evocati sulla scena.

Come il ritratto di Hitler alla parete, tutto sembra rimasto come allora, sotto il nazismo. Che il pessimismo di Bernhard abbia previsto anche la nostra situazione attuale non è da escludere, ignoranza e fascismo sono dilagati in Europa, scendendo giù dalle montagne dove pensavamo potessero essere relegati per sempre. Basti pensare che oggi la media coscienza politica è tale che un ex democristiano, magari con evidenti sintomi di bonapartismo, viene accusato di essere un comunista. Dipende dal punto di vista.

Si conferma, Franco Branciaroli, nella sua continua ricerca sul teatro e sull’attore, come nella scorsa stagione con “Servo di Scena”, dove lo spettacolo è immaginato sotto i bombardamenti nazisti. Una ricerca spietata che mette a nudo ogni limite storico e culturale dello scopo stesso del teatro e della cultura stessa. La cultura soccombe, ad essa si antepone la preparazione dei sanguinacci e viene azzittita dal grugnire dei maiali, che notoriamente divorano le perle/margarite. Il fuoco finale non è quello sacro dell’arte, ma quello del fulmine sulla chiesa.

Uno spettacolo molto stimolante e divertente, che manifesta tracce di Beckett e dell’espressamente citato Pirandello. Uno spettacolo complesso e completo, che oltre al tema di fondo del teatro, sottintende, ma non ottunde, il tema politico e quello esistenziale, volutamente in parte coincidenti.  Non tanti tra gli attuali teatranti, riescono ad affrontare con leggerezza e coerenza un simile spettacolo. Ridere e pensare, nonostante; anche sull’orlo del baratro, anche se le chiese bruciano ed il nazismo troneggia sul più alto settore del proscenio, di un teatro piccolo, circolare e circondato da polvere, maiali e sanguinacci.

E’ dura, ma il teatro e la cultura sopravvivranno.

Autore: admin

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