Francesco NICOLOSI FAZIO- Risate d’accoglienza (“Cenerentolaut” di O. Spigarelli. Teatro del Canovaccio, Catania)

 

 

La sera della prima

 

RISATE D’ACCOGLIENZA

“Cenerentolaut. Una fiaba per l’autismo”.  Testo e Regia di Olivia Spinarelli.  Con: Ester Anzalone, Alessandra Barbagallo, Giorgia Boscarino, Giuseppe Calaciura, Plinio Milazzo, Carmela Silvia Sanfilippo, Maria Rosa Sicali.  Produzione XXI In Scena.  Al Teatro del Canovaccio di Catania

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La principessa Cenerentola non si vede, Cenerentola sembra superba, Cenerentola non si divide mai dalla sua scarpa di cristallo, Cenerentola non lega con le sue tre sorelle. Il padre è un Re e non riesce a trovare un marito principe per le figlie, soprattutto per Cenerentola, nonostante che i principi giunti alla reggia, pur con un evidente difetto ciascuno, riescono a far innamorare le altre  principesse. Ma alla fine si capisce che anche Cenerentola merita l’amore. Una fiaba originale che ci insegna che non bisogna escludere mai nessuno, perché anche la splendida Cenerentola può soffrire se esclusa; perchè il vero problema dell’autismo lo creiamo noi, che non accogliamo il diverso.

Il miglior modo per far capire è far sorridere, anzi ridere di piacere. Lo spettacolo di Olivia Spinarelli è realmente una commedia divertentissima, dove la dimensione fiabesca si limita al riferimento alla nota vicenda, che viene del tutto rivisitata, nella trama e soprattutto nel messaggio, che non è premiale alla bellezza ed alla unicità (il minuscolo piedino), intesa come separazione dalla massa dei brutti, ma come diritto all’accoglienza, in quanto tutti, chi più chi meno, abbiamo i nostri difetti.

Partendo dalla trama bizzarra e dal tema dell’amore da commedia seicentesca (una per tutte: “Il sogno di una notte di mezza estate”), gli attori si lanciano in una recitazione allegra e generosa, che coinvolge tutto il pubblico, senza differenza di età, in virtù delle graziose battute e delle comiche situazioni, corroborate da simpatici tormentoni.

La buffa corte del re (uno scanzonato e quasi elegante Giuseppe Calaciura) viene interpretata in modo quasi credibile dalle perfette attrici che ricostruiscono abilmente alcune dinamiche che si riscontrano anche nelle migliori famiglie (madri ed ar-aldo compresi), che a volte sono le prime cause della esclusione di chi deve essere invece accolto. Un discorso a sé merita Plinio Milazzo che interpreta ben quattro principi pretendenti (da 4 regioni d’Italia) che vengono sottoposti all’esame rigoroso della corte, oltre a quello benevolo del pubblico, che viene trascinato da una comicità fresca e coinvolgente, lontanissima dal localismo, patrimonio  di altre interpretazioni, quasi sempre dialettali, tipiche di altri luoghi.

Un auspicio ci sorge spontaneo: questo spettacolo dovrebbe girare nelle scuole per sensibilizzare gli allievi, ma anche docenti e genitori, sull’importanza di una vera accoglienza.

Autore: admin

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