Red-Teatro Eliseo di Roma, “Molto rumore per nulla”, secondo G.Sepe (dall’8 gennaio)



Cartellone



TEATRO ELISEO ROMA

8 | 26 gennaio 2014

FRANCESCA INAUDI
GIOVANNI SCIFONI

In

 

MOLTO RUMORE PER NULLA

di William Shakespeare

traduzione e adattamento di Giancarlo Sepe

con  Pino Tufillaro, Daniele Monterosi, Lucia Bianchi, Mauro Bernardi, Daniele Pilli, Valentina Gristina, Claudia Tosoni, Camillo Ventola, Fabio Angeloni  e con la partecipazione di  Leandro Amato

regia Giancarlo Sepe produzione Francesco Bellomo

Sarà in scena al Teatro Eliseo dall’8 al 26 gennaio 2014 lo spettacolo Molto rumore per nulla di William Shakespeare, traduzione, adattamento e regia di Giancarlo Sepe. Protagonisti FRANCESCA INAUDI e GIOVANNI SCIFONI, con Pino Tufillaro, Daniele Monterosi, Lucia Bianchi, Mauro Bernardi, Daniele Pilli, Valentina Gristina, Claudia Tosoni, Camillo Ventola, Fabio Angeloni e con la partecipazione di Leandro Amato.

La commedia, nell’originale di Shakespeare, si svolge nella città di Messina governata da Leonato, padre di Ero – di cui è innamorato il giovane ufficiale Claudio – e zio di Beatrice di cui si invaghisce (grazie ad uno scherzo ordito alle loro spalle dai rispettivi amici) l’ufficiale Benedetto. L’amore delle due coppie sarà tormentato perché, don Juan, fratellastro di don Pedro, principe di Aragona, trama nell’ombra. In questa nuova versione a firma di Giancarlo Sepe la vicenda si svolge in un campo di nomadi alle porte di Messina dove le storie amorose di Beatrice e Benedetto e di Ero e Claudio rivivono raccontate dai vecchi quasi fossero una favola, cantano e ballano tramandando vicende di morte e d’amore.  Un gioco di teatro per raccontare il teatro fatto di passione, e favola.

L’accampamento per una sera diventa luogo di azioni e racconti accompagnati da musiche etniche. Un rituale di una famiglia composta da gente diversa, ma tutti accomunati dalla gitaneria.

Note di reegia

“Il luogo è la strada, la gente che recita è gente che vive la strada come una vera e propria casa: nomadi con le loro gerarchie, con le loro famiglie che si accampano in campi vicino alla città e la sera si raccontano storie: cantano e ballano tramandando vicende di morte e d’amore. Allestiscono lo spazio per i loro racconti, inventano sotto i nostri occhi il teatro fatto di parole e di sguardi complici e di passioni appena nate. All’aperto, sotto gli astri notturni e brillanti le nenie gitane si frammischieranno alle vicende di Benedetto e Beatrice, di Claudio ed Ero, come per raccontarle ai più giovani per la loro vita che inizia e ricordarle agli anziani che rivedranno, forse, le loro storie ingarbugliate e romantiche. Un gioco di teatro per raccontare il teatro fatto di passione, e favola”.

Autore: admin

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