Giancarlo MIGLIO- Bomba o non bomba (trastulli di fine anno)



Bomba o non bomba


TRASTULLI DI FINE ANNO

Il quartiere San Lorenzo, duramente colpito dalle bombe

 

Bilanci e sbilanci per l’anno che va (e quello che incombe)

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Quando ero un ragazzotto imberbe mi divertiva un mondo vedere, dal quinto piano in cui abitavo, gli scostumati del mio palazzo e di quello di fronte che, all’approssimarsi della mezzanotte di fine d’anno, gettavano  dai balconi  di tutto per cacciare via l’anno appena trascorso. Volavano cose inutili e quelle ancora utili, vetri, ceramica, legno; i miei vicini di pianerottolo, commercianti benestanti, dopo il brindisi gettavano con ostentazione i preziosi calici, interi servizi cosi “per allegria”… e poi bottiglie di spumante, chincaglieria, suppellettili, sedie e, naturalmente, decine di petardi e grosse “castagnole” (gli avi della famigerata Bomba Maradona).

Adesso, per fortuna, questa più che discutibile usanza  è  passata di moda (Napoli esclusa?), sull’onda emotiva di attentati (Torri Gemelle in poi) e di stragi mafiose/di Stato; insomma c’è stata una lodevole, per quanto tardiva, presa di coscienza.

E’ rimasto solo qualche isolato demente, qualche famiglia  ‘ndranghetosamammasantissima, a sparare con pistole o fucili in aria contro l’anno vecchio, come se fosse davvero un bersaglio o una vittima designata da Riina.

Decine di feriti ogni anno, occhi che lasciano malvolentieri le orbite, dita che prendono il volo abbracciati ad un proiettile, qualche morto qua e là, centinaia di animali atterriti che muoiono di infarto (sembra siano duemila in Italia, la notte di Capodanno; migliaia di persone malate, bloccate a letto nelle case e negli ospedali, che -costrette a sentire botti e bombe carta- maledicono il giorno in cui sono nate. Vediamo quest’anno se va meglio.

Per quanto ci riguarda, potremmo davvero prendere in considerazione l’eventualità di buttare, metaforicamente parlando, qualcuno dalle finestre o, con maggior senso civico, gettarlo direttamente in una discarica. Anche se, diciamolo, quest’anno siamo stati abbastanza previdenti, cestinando in anticipo personaggi poco raccomandabili , ladroni di stato, intrallazzatori, faccendieri, ad iniziare dai vari Belsiti, dalle Rosy Mauro, dalle Trote bossiane (i censori di Roma Ladrona), proseguendo coi Fiorito e l’annesso maialume della giunta Polverini. Ora siamo in attesa di sapere se le mutande verdi di Cota, made in USA, debbano essere a carico della Regione, cioè nostro, oppure se se le doveva pagare da solo, coi pochi spicci che percepisce come Presidente della Regione Piemonte.

Per fortuna, abbiamo buttato fuori dal Parlamento un delinquente abituale, e non è poca cosa se si pensa che ci sono voluti 19 anni per riuscirci.

A proposito, ieri l’altro è passato in Tv un filmetto, diverso dalle solite ciufeghe, con bravi attori  (“Un Natale coi fiocchi”, con Gassman e Orlando): c’erano dei banditi, rapinatori di banca che, per non farsi riconoscere o filmare dalle telecamere, indossavano maschere di Berlusconi D’Alema e Fini : e ora non venite a dirmi che la scelta è stata casuale!

Nel frattempo grosse novità in politica !  L’Avvento di Grillo, al di là delle sue smargiassate, ha indubbiamente provocato un salutare rimescolamento di carte che non si poteva neppure immaginare due anni fa.

Il grande Moni Ovadia mi ha personalmente detto che dovremmo  essere grati in eterno al suo amico Beppe, che ha saputo scoperchiare una pentola da cui è uscita una cosa maleodorante che non oso citare. Peccato, ha aggiunto, che adesso si è “mangiato il melone”  ed io immagino  volesse dire che s’è bevuto il cervello. Ultimamente il Beppe, con il suo anatema contro  gli extra-comunitari , ha letteralmente  fatto la pipì , o di peggio, fuori dal vasetto, tanto che ha dovuto cambiare rapidamente obbiettivo, indicando in Napolitano la causa di tutti i mali.  Ha invitato gli italiani a non ascoltare il discorso di fine d’anno del  Presidente, appoggiato volentieri da quelli di Forza Italia che, carico da 12, invitano a mettere fuori dai balconi le bandiere tricolori.

Incaricato di diffondere nel gregge la geniale idea il primodellaclasse Capezzone, uomo per tutte le stagioni, ex-pannelliano e portavoce un po’ di tutti nel corso del tempo. Il Capezza fa pure la sua bella figura, risultando ufficialmente come il ghost-writer del Berlusca, quando invece tutti sanno che è Giuliano Ferrara a scrivere i mitici discorsi dello Statista da cabaret. Ferrara, forse per modestia, preferisce non apparire o forse lo fa per non…pesare troppo, essendo un giornalista e non un politico Doc (“pesare troppo” : in Usa l’anno scorso ha fatto una dieta da paura, perdendo quasi  50 kg in un mese, per riprenderne 40 appena rimesso piede in Italia). Tra le figure  più popolari, l’inarrivabile Razzi, tutto sommato la persona più rappresentativa dell’intero Parlamento.

Siamo invece preoccupati per Rutelli, lievemente desparecido, una volta colonna portante nel partito di Monti, anche quest’ultimo precipitato in un cono d’ombra e perennemente in lite con Casini per spartirsi le poche briciole del partito che fu.

Siamo in tensione anche per Alemanno che, orfano quest’anno della neve da spalare, non ha ancora deciso con chi stare, se con la Meloni/La Russa o con er mejo-Storace, di recente privato del nobile simbolo fascista.

Un’altra figura che ci preoccupa è Vittorio Sgarbi, oramai demodé, cacciato da tutte le parti e rimasto praticamente senza stipendio. Per fortuna c’è Santoro che lo invita ogni due settimane ad Annozero, cosicchè il pane è assicurato. Le invettive e le capre-capre del sedicente critico d’arte non fanno più notizia, oramai gli italiani si addormentano sul divano a forza di contarle, come usava una volta con le pecore che si contavano una alla volta per prendere sonno.

Altra figura di spicco è l’immarcescibile Cicchitto, ex-socialista di sinistra, lombardiano, iscritto alla P2 di Gelli, poi approdato a Forza Italia, indi nel PdL, ultimamente capofila del  Nuovo Centro Destra, gagliardamente guidato dal  “diversamente berlusconiano”  Alfano-conquellaboccapuoidiretutto, che in caso di flop del nuovo partito, andrà a sostituire Clooney nella pubblicità del Nespressowhat else?

Una new-entry promettente è la figura possente e maschia di Salvini, uno che non te lo manda a dire e che ci mette una tale paura addosso col suo 4,08% di voti che la notte senza Tavor non si dorme.

Ma la cosa che più appassiona gli italiani, soprattutto quelli senza i piccioli per pagarsi un biglietto allo stadio e tifare per qualcuno o qualcosa,  è il duello all’ultimo sangue tra Letta e Renzi.

In attesa di capire chi sarà il vincitore tra i due, della prossima nuotata elettorale di Grillo (si parla di Lampedusa-Tripoli) e, soprattutto, del rientro in pista del Nano Piallato sotto mentite spoglie, salutiamo l’ormai rincitrullito 2013 gettandoci a capofitto nello sciupìo: 2 girandole a testa sul terrazzo, schivando possibilmente proiettili e mettendo cani e gatti al sicuro. Pace e bene a tutti.

Autore: admin

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