Domenico TRISCHITTA- Se la tragedia non ha catarsi (Se’ Nùmmari” di S.Rizzo. Stabile di Catania)

 

 

 

Lo spettatore accorto


SE LA TRAGEDIA NON HA CATARSI

“Se’ Nùmmari” di Salvatore Rizzo -Al  Teatro Comunale di Trecastagni

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Salvatore Rizzo ci aveva già commosso con lo struggente testo “Le mille bolle blu”, monologo interpretato da un bravissimo Filippo Luna. E lo fa ancora una volta con “Se’ nùmmari”, prodotto dallo Stabile catanese e presentato in anteprima al teatro comunale di Trecastagni. Una coppia, che la follia rende delirante, vomita la propria disperazione per la perdita del figlio negato. Orazio ed Anna vincono al lotto, escono fuori di senno ed eliminano il ragazzo sfortunato, frutto del loro amore.

La storia è qui, eppure Rizzo è più interessato a coglierne gli aspetti primordiali, ferini, inevitabili, tipici della tragedia greca, e qui entra in gioco la sapiente regia di Vincenzo Pirrotta. Orazio ed Anna intonano i loro cori di lamento mantenendo le distanze, quasi a dividerne i destini, ognuno con le proprie reminiscenze che tentano di dipanare un filo logico che possa spiegare la catarsi del dramma. Il loro è un rito sacrificale malato, non aspirano ai favori degli dei, il  figlio non è sano, robusto e intelligente.

Ma piuttosto ad una dannazione  che li rende eternamente anime in pena, una condanna che sa di tortura, una crudele autoflagellazione che non dà loro scampo. I due attori sono bravissimi, Filippo Luna con i suoi vorticosi cambi di tono ed espressione facciale, e Valeria Contadino che mette in mostra un pathos autentico e la disciplina ferrea, tipica del teatro carnale di Vincenzo Pirrotta, che in questo caso, come del resto in altri, lavora sugli attori come se fossero “pupi” di carne.

Autore: admin

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