Red- Teatro della Pergola di Firenze. Dal 28 dicembre, “Ti ho sposato per allegria” di N.Ginzburg



Cartellone



TEATRO DELLA PERGOLA

Sabato 28 dicembre alle ore 20.45 (prima nazioale)

ErreTiTeatro30 presenta uno spettacolo prodotto da Roberto Toni in collaborazione con la Fondazione Teatro della Pergola

Chiara Francini Emanuele Salce in

TI HO SPOSATO PER ALLEGRIA

di Natalia Ginzburg

e con Anita Bartolucci, Giulia Weber, Valentina Virando scene paola Comencini costumi Sandra Cardini musiche Antonio Di Pofi disegno luci Gianni Staropoli

regia di Piero Maccarinelli

dal 28 dicembre al 5 gennaio 2014

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Una commedia allegra, sfrontata, ironica. Pietro è un avvocato di solida estrazione borghese, pacato e abituato a una vita regolare; Giuliana è una giovane donna assai spiantata, svitata e pasticciona, con alle spalle una vita sregolata e una fuga da casa giovanissima. I due si sono incontrati, si sono piaciuti e dopo un mese si sono sposati. È passata una settimana dal matrimonio, un matrimonio fatto per allegria, ma poi il matrimonio si fa famiglia e con essa arrivano le regole, una delle quali è che bisogna essere uguali a tutte le altre famiglie. Nasce quindi il gioco (divertentissimo e insieme triste) della “casa”, con tanto di suocera, cognatina e governante, tutti insieme a fare il teatrino delle proprie parti. E con esso, per uguale allegria, la Ginzburg fa nascere il gioco del suo teatro.

Così annotava Natalia Ginzburg nel luglio del 1989: «[…] In tutto ho scritto, fino a oggi, dieci commedie. La prima nel luglio del ’64, l’ultima nell’agosto dell’88. La prima per Adriana Asti, l’ultima per Giulia Lazzarini. Le altre che stanno in mezzo, per nessuno. La prima è Ti ho sposato per allegria; credo che sia la più allegra delle mie commedie. […] Di Adriana Asti ho fatto una ragazza sottile e gracile; era sottile e gracile ma l’ho fatta più sottile e più gracile e più piccola di quanto non fosse. Ne ho fatto una ragazza molto piccola, disordinata e randagia. Vedevo venir fuori una commedia allegra. Come mai fosse allegra, non lo so. lo non ero allegra. Ma forse veniva fuori allegra per quel grande e ilare stupore che uno prova quando fa una cosa che aveva comandato a se stesso di non fare mai. O forse veniva fuori allegra perché la scrivevo in fretta, senza piegarmi a respirare malinconie, o fermandomi a respirarle solo per brevi istanti. La scrivevo in fretta nel timore di non riuscire a concluderla. In fretta e per noia. Sapevo bene che non bisogna mai scrivere per noia: la noia è quasi sempre infeconda. Alla noia non si deve ubbidire. Però via via che scrivevo la noia spariva. L ‘ho finita in una settimana […]».

Chiara Francini, giovane e brillante attrice fiorentina, dopo gli esordi al Teatro della Limonaia è presto diventata una delle beniamine del pubblico televisivo (tra i suoi successi più recenti, la serie cult Tutti pazzi per amore e la conduzione con Fabio Canino del programma comico Aggratis! su Rai Due) e cinematografico (ha lavorato fra gli altri con Leonardo Pieraccioni, Fausto Brizzi, Spike Lee, Peppi Corsicato); fra i diversi premi vinti nel 2011 il Premio “Guglielmo Biraghi” al 68° Festival Internazionale del Cinema di Venezia come “Attrice rivelazione dell’anno”.

“Tornare a teatro è stata una scelta consapevole, una scelta di testa, ma soprattutto di cuore. Ti ho sposato per allegria è un testo bellissimo – racconta Chiara Francini – parla di una storia d’amore meravigliosa, così attuale, così vicina a quello che dovrebbe essere l’equilibrio di coppia: un’alchimia perfetta tra uomo e donna.”

Emanuele Salce divide il suo impegno tra teatro, televisione e cinema dove ha  lavorato con Scola, Risi, Avati, Ricky Tognazzi. E’ per sua stessa definizione un “Orfano d’arte”: figlio di Luciano Salce (cui nel 2009, per il ventennale della morte, ha dedicato un libro e  un documentario) e di Diletta D’Andrea, è stato cresciuto da Vittorio Gassman, successivo marito di Diletta; ai suoi due padri ha dedicato un recente spettacolo di successo, Mumble Mumble. Confessioni di un orfano d’arte che ha registrato il tutto esaurito a Roma e nelle altre città dove è andato in scena. La storia, in un certo senso, continua: qui Emanuele Salce interpreta proprio la commedia che fu una delle regie ‘cult’ del padre Luciano che diresse la storica prima edizione teatrale con Adriana Asti e Renzo Montagnani prima del celebre film del 1967 con  Monica Vitti e Giorgio Albertazzi.

“Sono nato metà degli anni Sessanta, quando mio padre metteva in scena il testo della Ginzburg – ricorda Emanuele Salce – Probabilmente sono stato tenuto in braccio in qualche camerino di uno dei teatri in cui veniva rappresentata la commedia, che fu un grande successo, replicata per più stagioni, e il film fu proprio il seguito di questa gioiosa accoglienza del pubblico.”

Autore: admin

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