Francesco NICOLOSI FAZIO- Se le cose stanno così…(tre extraparlamentari alla guida della politica)



Se le cose staanno così…


IL TRIONFO DELLA MEDIOCRITA’.

Tre extraparlamentari guidano la politica italiana

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Una vera epifania. Matteo Renzi, sanno tutti, partecipò alla “Ruota della fortuna” programma berlusconiano per eccellenza. Ma l’evento da sottolineare è soprattutto che si può intravedere un vero e proprio passaggio di testimone tra il conduttore televisivo di allora ed il conduttore del Partito Democratico di oggi. Come dire: Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer, – Bongiorno, Renzi.

La pigrizia telematica (non cerco su internet) e la poca memoria non mi consentono la buona citazione, nel senso di esatta e completa. Ma può essere una buona occasione per i nostri lettori andare alla ricerca del saggio che Umberto Eco scrisse su Mike Buongiorno. Da tanto non lo rileggo (effettivamente non ricordo di averlo letto tutto), ma sono pressoché certo che gli argomenti, come sempre arguti e lineari, che Eco portava per Mike, debbano facilmente adeguarsi a Matteo. E’ una idea, potrebbe venirci fuori una bella tesi di scienze politiche e/o di letteratura, o magari di psichiatria.

In Italia, grazie alle primarie, abbiamo un caso unico al mondo: un paese che viene guidato da i tre più grandi partiti con a capo un politico che non siede in parlamento. L’unico assente giustificato risulta Berlusconi, per motivi di (in)giustizia. Gli altri due non sono mai stati benedetti dal voto democratico istituzionale. Grillo per sua scelta (francamente non ricordo come motivata), Renzi per incompatibilità con la carica di Sindaco, o meglio dire per ineleggibilità in quanto nelle ultime elezioni politiche era già sindaco e non poteva nemmeno candidarsi.

Ma quello che accomuna i tre è un notevole populismo che, in fondo, ben si sposa con la lontananza dagli scranni parlamentari. Il popolo crede che il potere sia nel parlamento e quindi odia profonda-mente onorevoli e senatori, convinto che sono questi esponenti del potere a rovinare l’Italia con i loro lauti stipendi. Ecco che i tre extra-parlamentari si sperticano in populistiche riduzioni della spesa politica, che dovrebbe avvenire mediante l’eliminazione degli stipendi dei parlamentari. Il numero più grosso lo ha sparato Renzi che ha dichiarato che farà risparmiare un Miliardo di €uro con l’abolizione del senato. Molti più miliardi il Governo ha lasciato in mano ai proprietari di sale gioco d’azzardo, che usano macchine appositamente truccate. Ultima porcata (definizione renziana) è stata quella di colpire i comuni che cercano di lottare il gioco d’azzardo accanto alle scuole. E poi altre porcate: le banche che comprano a 0,25 % e vendono al 20%; le assicurazioni al doppio del resto d’Europa; la mafia delle certificazioni per le aziende; la mafia farmaceutica; la corruzione mafiosa; ecc.

Invece Renzi, Grillo e Berlusconi non si accorgono di tutto ciò, pertanto sono fermamente decisi a demolire gli stipendi ai parlamentari per interessi diversi, Matteo e Beppe per banale populismo, Silvio per un interesse molto diretto: se si privatizzano i costi della politica lui aumenterà enormemente il suo potere che, oltre che mediatico, è economicamente immenso, magari risparmierà in olgettine e Bunga Bunga, per investire in politica. Del resto è stato il suo miglior investimento, in quanto nel ‘94 era ad un passo del fallimento (ricordate di chi era la Standa?) mentre oggi il suo patrimonio è più che decuplicato (paradisi fiscali ed oltre).

Una definizione calzante della mediocrità può essere questa: voler essere nella media. Oggi la politica è proprio voler dare risposte che facciano contenta la media della gente, gente che ovviamente si riconosce nei Berlusconi, nei Grillo, nei Renzi. Manca il progetto, manca l’idea, manca (scusate se esagero) la poetica di una visione del mondo, che vorremmo un mondo migliore. Per tale motivo  si andrà sempre più al ribasso, con Grillo che sul tema migranti si avvicina alla Lega perché non vuol perdere qualche mezzo punto di percentuale o Renzi pronto a demolire l’art. 18, non capendo che quello che manca oggi, oltre il lavoro, è il rispetto per il lavoro. Tra non molto, per le condizioni di lavoro, raggiungeremo il modello cinese, dove nelle fabbriche, per ridurre il numero di suicidi, hanno attrezzato gli edifici multipiano di robuste reti di sicurezza, per raccogliere l’ultimo salto.

Una speranza può venire nel gruppo di pensiero che appoggia Matteo Renzi. De Bendetti, il misterioso suo spin doctor (cercate come si chiama), il deputato economista Yaron Gutgeld, tutti vicini al pensiero ebraico, che è la più antica cultura mondiale, maestra di dubbio e tolleranza e madre del pensiero laico moderno, a partire dalla riforma luterana. Unico baluardo contro il populismo della mediocrità. Forse un buon segnale viene dalla visita della Bonino in Iran. Il grande Marco Pannella è stato sempre un esponente della politica “laica”. Speriamo.

Autore: admin

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