Francesco NICOLOSI FAZIO- Piccolo, grande uomo (“Dear Ludwig” di Nicola Costa. Tearo del Canovaccio di Catania)

 

 


La sera della prima

 


 

 

 

PICCOLO, GRANDE UOMO.

 

“Dear Ludwig” -Testo e regia di Nicola Costa. Con Franco Colaiemma, Nicola Costa, Carmela Sanfilippo, Nicolò Prestigiacomo, Eleonora Lipuma, Gianmarco Arcadipane.Teatro del Canovaccio di Catania

 

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“Nessun grande uomo lo è per il suo maggiordomo”. Non ricordando di chi è la citazione, posso proporre di appropriarmene.

Partendo dal diario del grande musicista tedesco (ma di origini olandesi e di residenza austriaca), Nicola Costa offre un’immagine segreta del più grande compositore della storia della musica. Alcuni aspetti della vita di Van Beethoven erano in parte conosciuti, come il suo colossale disordine, la sua enorme sofferenza per la perdita dell’udito, il rapporto strettissimo con la madre e quello conflittuale con padre e fratelli, ma vederli rappresentati come “dal di dentro” offre una sensazione di complicità affettiva con un mito della cultura, che ci rende ancor più vicini all’artista.

Grazie alla scrittura di Costa lo spettacolo scorre in modo logico e naturale con un coerente susseguirsi di scene che vengono tratte come pezzi di un grande “corpus” per formare un puzzle che ci riconsegna una immagine completa ed umanissima di un uomo che, pur restando un grande, si avvicina alle nostre vite, anche a due secoli di distanza: le paure, il dolore, le invidie subite, l’avidità di fratelli e famigli, i lutti irreparabili.

Nicola, che ha voluto ricordare la recente scomparsa di Piero Sammataro, si triplica con maestria interpretando Ludwig con una recitazione volutamente sopra le righe, offrendo l’immagine tipica dell’eroe romantico, come può anche definirsi Beethoven, che traghetto la musica del suo tempo dal classicismo al presente romanticismo (quando finirà?).

Utile ed efficace il “contrappunto” offerto dalla lettura di parti del diario  da un candido personaggio che diviene paradigma del foglio su cui scrivere la vita. Perfetti tutti gli attori: anche il giovane che, in jeans e casco, rappresenta comunque il nostro futuro, impersonando il giovane fratello di Ludwig. Uno spettacolo nuovo e gradevole, che non tralascia anche uno scopo divulgativo, che accentua l’interesse del pubblico che, divertendosi, apprende.

Ancora una volta ‘XXI in Scena’ ci fa ben sperare sul futuro del teatro, portando sempre novità e innovative interpretazioni, che difficilmente approdano negli altri palcoscenici italiani. Contiamo i giorni che ci separano dalla “Bottega del caffé”. I curiosi (pochi eletti) possono collegarsi al sito

www.ventunoinscena.com

Autore: admin

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