Domenico TRISCHITTA- Crimini e cannoli (in “Doppio legame” al Brancati di Catania)

 

 

La sera della prima

 

CRIMINI E CANNOLI

“Doppio legame” al  Teatro Brancati di Catania

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Circa settanta minuti imploranti di pietà, rivolti al pubblico e ai suoi aguzzini. Questo, in sintesi, il plot narrativo costruito da Maria Piera Regoli e da Salvatore Zinna, con l’efficace regia di Federico Magnano San Lio. Sulla scena solo l’attore-pentito Turi-Enzuccio, che all’indomani delle stragi di Capaci e di via D’amelio, racconta il suo pentimento e la sua iniziazione a Cosa nostra.

Un malacarne qualunque, stupido e prevedibile, che spinto dalla fame(come la maggior parte dei soldati di mafia), sarà risucchiato in un vortice più grande di lui. Ne racconta le dinamiche, le regole, la sottile crudeltà e l’efferatezza, l’ignoranza perversa e la macabra morale: …” Enzuccio, mangiati stu cannulu pi mia…e chistu pi mia…e macari st’autri…”.

In quel frangente di ricotta dolce ma boccone amaro ci sta la metafora del codice criminale, e là risiede anche la grandezza di un attore autentico, che dosa con maestria la mimica facciale e i gesti corporei, la paura e l’ironia, una mostrata ai suoi carnefici e l’altra per conquistarsi la complicità e il perdono del pubblico.

I fatti sono veri, estrapolati dai documenti del maxiprocesso alla mafia del 1986 e rielaborati drammaturgicamente. Se gli spettatori mostreranno compassione, forse potrebbe provare compassione anche la società e tutto questo viene retto come un fardello dall’unico interprete attore-pentito, Turi Zinna- Enzuccio.

Autore: admin

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