Domenico TRISCHITTA- Parenti…di Assisi (si è conclusa la rassegna “Primo piano sull’Autore”)




Primo piano sull’Autore



PARENTI….DI ASSISI

Retrospettiva e convegno curati da Franco Mariotti, dedicati al regista (sottovalutato) dei ‘cinepanettoni’- Ma anche del ciclo (aspro, geniale, surreale) Fantozzi-Villaggio

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“Neri Parenti è un disciplinato – ha detto il produttore Aurelio De Laurentiis – uno stakanovista con una disponibilità totale verso tutto ciò che è corretto e giusto. I matrimoni dovrebbero durare a vita ed il nostro è stato senza dubbio un connubio fortunato, ma capisco anche che dopo 18 anni di film fatti insieme possa avere la voglia di fare qualcosa di diverso. Comunque sappia che in qualsiasi momento voglia tornare, da noi le porte sono sempre aperte, qui troverà professionalità, affetto e volontà di tornare a lavorare insieme.” Questa volta Franco Mariotti ha avuto il merito di “riabilitare” Neri Parenti, il regista della saga dei Fantozzi e del cinepanettone.

E’ anche curioso che un artista come Giuliano Montaldo (invitato a presentare il suo libro “Un marziano genovese a Roma”, scritto a quattro mani con Caterina Taricano) si sia interrogato con il festeggiato sul successo dei suoi film, addirittura affermando che lui stesso si sarebbe cimentato con i film comici, se non avesse temuto la libertà di certi attori del genere. Come quando propose ad Alberto Sordi di girare una pellicola sul Belli: sembrava un’occasione unica ma alla fine Albertone si ritirò non gradendo le simpatie del poeta romano per il Papato. Tornando a Neri Parenti, simpatico toscanaccio dalla battuta pronta, alcuni critici si sono dovuti ricredere sulla sua professionalità. Grande artigiano del cinema, ma anche inesauribile inventore di gags comiche, quelle care al cinema muto americano dei Keaton e dei Turpin, ha formato giovani registi della commedia come Fausto Brizzi. Erano presenti ad Assisi Aurelio e Luigi De Laurentis, Maurizio Amati, Carlo Vanzina, gli sceneggiatori, che hanno tessuto le lodi di un gioco di squadra, dalla produzione alla realizzazione di quelli che sono i film che incassano di più nel cinema italiano. Una carriera che è divisa in due fasi, il periodo Fantozzi e il cinepattone targato Boldi-De Sica, in ogni caso fasi segnate da un grande successo che il cinema d’autore stenta a raggiungere.

Allora provocatoriamente gli abbiamo detto che la realtà italiota e cafona che lui rappresenta è quella che Paolo Sorrentino sbeffeggia nel suo capolavoro “La grande bellezza”. Il toscano Neri non si è scomposto più di tanto, ricordando come Paolo Sorrentino, che in passato aveva dichiarato il suo amore per Fantozzi, è anch’egli uno spietato osservatore della realtà nostrana: “Un nuovo episodio di Fantozzi realizzato a quattro mani con Sorrentino? Non lo so, questo lo dovete chiedere a De Laurentiis. Di sicuro il mio episodio sarebbe lungo due settimane, quello di Sorrentino almeno dieci.” A parte le battute il regista ci teneva a puntualizzare alcune questioni: “E’ una sensazione strana essere celebrato come un autore – ha detto – mai avrei immaginato di ricevere questo riconoscimento, soprattutto perché ho firmato tanti successi commerciali ma non ho mai vinto riconoscimenti, tranne i biglietti d’oro.” Sulla circostanza che i popolari cinepanettoni siano oggetto di una rivoluzione da parte della critica, che li considera oggi lo specchio della società del momento, Neri Parenti ha voluto togliersi il classico sassolino dalla scarpa: “Alla base di ogni film c’è stata una metodologia di lavoro vincente; l’analisi, anno per anno, di quanto accaduto con il film precedente per decidere cosa realizzare l’anno dopo.

Delle critiche non mi è mai importato nulla, ma una cosa che mi ha sempre dato fastidio è che questi lavori sono stati considerati frutto dell’improvvisazione. Nessuno si è mai accorto che dietro c’era un lavoro certosino. Invece, vedo certi film sciatti che sono considerati dei capolavori”. E a rincarare la dose ci ha pensato il Direttore generale della Film Mauro, Maurizio Amati:” Alcuni giovani registi pensano di aver girato film memorabili solo perché nonostante i bassi costi sono riusciti a fare inutili piani sequenza silenziosi, senza avere cognizione di cosa sia la professionalità tecnica, l’esperienza, insomma il fare cinema…”. Tra i riconoscimenti assegnati, alla fine della manifestazione, è da segnalare quello dato a Masolino D’Amico, per il suo bellissimo libro “Persone speciali”, nostalgica rievocazione dei grandi personaggi della cultura italiana che hanno frequentato il salotto di casa Cecchi-D’Amico.

Autore: admin

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