Teatro Eliseo di Roma- “Sogno di una notte di mezza estate” (dal 19 novembre)




Cartellone


SOGNO DI UNA TOTTE DI MEZZA ESTATE

Al Teatro Eliseo di Roma



Dal 19 al 24 novembre prossimi, al Teatro Eliseo di Roma andrà in scena “Sogno di una notte d’estate” di Emanuele Conte e Elisa D’Andrea, per una produzione firmata Teatro della Tosse. L’agile adattamento della commedia shakespeariana – che mantiene inalterata la trama originale, rispettando con attenzione persino l’alternanza tra rima e prosa – privilegia decisamente la dimensione magico-onirica.

Un alone dark ammanta e armonizza tutto l’allestimento, avvolgendo scena e personaggi: ciò che è sogno e ciò che è realtà finiscono per fondersi, tra incubo e dimensione fantastica con un esplicito riferimento al linguaggio e ai film di Tim Burton sia nella scenografia (ideata dallo stesso Emanuele Conte e da Luigi Ferrando), che nei costumi (un accurato lavoro di Bruno Cereseto).

Nella cornice incantata di un’eterna notte di San Giovanni, i personaggi emergono, letteralmente, dalla terra rossa del bosco, e a quella ritornano, dopo aver vissuto una parentesi di confusa illusione che non scioglie la sua tensione neppure nel matrimonio finale, lasciando i protagonisti in un mondo incerto e sospeso, avvolto nell’irrimediabile nostalgia dell’adolescenza perduta.

Il rock gotico delle melodie cantate da Fiordipisello (Viviana Strambelli, che firma anche le musiche), e la scanzonata ironia del puck in total black di Gianmaria Martini, contribuiscono a trasformare l’intricato gioco romantico che coinvolge i giovani amanti in una vera e propria metafora sull’adolescenza: terra di mezzo, liminale per eccellenza, tra l’immaturità infantile e l’esplosione dell’eros. Luogo in cui tutto si fonde e si confonde, emerge dal sottosuolo dell’io, per alimentare desideri e illusioni. Ermia (Francesca Agostini), Lisandro (Dario Sansalone), Elena (Linda Caridi) e Demetrio (Mauro Lamantia) vivono il loro sogno d’amore con l’ingenuità e la crudeltà che Shakespeare racconta nel suo teorema ma, questa volta, sottolineate da continue inversioni di ruoli, pulsioni omosessuali esplicite, ambiguità erotiche tipiche dell’amore adolescenziale. E’ un Eros che non distingue il maschile dal femminile, che genera legami ed attrazioni dominati dall’incertezza, spesso dalla paura, ma sempre pieni di trascinante energia.

Il mondo degli adulti, nei doppi ruoli di Teseo/Oberon (Enrico Campanati) e Ippolita/Titania (Sara Cianfriglia), tesse le fila di un gioco di cui, in realtà, è anch’esso prigioniero: Il contrappunto comico della storia di Priamo e Tisbe (che ricorda, non a caso, quella di Romeo e Giulietta) è affidato a Bruno Cereseto, Yuri D’agostino, Pietro Fabbri e Marco Lubrano.(mirko cafaro)

Autore: admin

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