Redazionale- Divagazioni in metro (di e con Luisa Sanfilippo)

 

 

 

L’Intervista

 

“Divagazioni in Metro”  di e con Luisa Sanfilippo,

omaggio alla grande coreografa Pina Bausch.

SCHEGGE D’AUTORE 2013 fESTIVAL dElla drammaturgia italiana. tEATRO tORDINONA, rOMA

Dal 2 al 9 ottobre

 

“In questa rassegna ci sono tante colleghe autrici e attrici, e  vedo che le donne sono spesso il motore di un’azione propulsiva nel panorama del teatro contemporaneo. Le donne di teatro, e non solo, rispondono alle precarietà del lavoro in maniera più coraggiosa, reagiscono stringendo i pugni, sbattono la testa contro il muro, si mettono più in gioco…raccontando sulla propria pelle  il teatro.”

Domanda: Quali sono le emozioni che vive un’autrice-attrice, a esibirsi in un contesto di nuova drammaturgia così interessante come Schegge d’autore? E più in generale cosa si prova a scrivere e recitare  un corto  teatrale dedicato a Pina Bausch.

Risposta In  “Divagazioni in metrò” racconto di donne in transito, e come “le donne” degli spettacoli di Pina, li rappresento molto forti nelle loro fragilità o nella loro isteria. Per scrivere e realizzare  delle sensazioni  occorre preparazione e precisione,  diligenza in scena e uno stato d’animo scrupoloso nell’interpretazione. Pina Bausch lavorava sulle emozioni e i suoi allestimenti, credo, scaturivano da una complessa drammaturgia di matrice espressionista, dove  il progetto di scrittura coreografica  metteva in scena anche un vero e proprio fraseggio, con parole piene di senso compiuto, rumori, esasperazioni  urlate e   motivi musicali popolari. Cosicché i movimenti di scena si adattavano e seguivano la musica, creando un’aderenza totale tra tutti questi elementi.

Domanda. Ci dica come  ha affrontato un tema di teatro interdisciplinare, in una rassegna di teatro di prosa.

Risposta. Questo mio lavoro che ho preparato per la  XIII Rassegna di Drammaturgia  Schegge d’Autore, creata e diretta da Renato Giordano,   è  un corto teatrale performativo scaturito da flasc emozionali  percepiti durante un percorso in metrò. L’ opera teatrale non è costruita con presupposti coreografici. A danzare è la memoria di una narratrice che al chiuso di una stanza rivive  il via vai   di un’umanità varia e stimolante, cercando di intuire o immaginare in ognuno  dei passeggeri eventuali storie di vita vissuta. Dal  racconto balzano fuori frammenti di esistenze che rimangono come sospesi e indefiniti, trasfigurati in un gioco scenico verbale-visivo ed emozionale con precise finalità di una scheggia narrativa.

Domanda. Nelle sue recenti  pièce come in S-Memorie e  Dis-armonie, ha mostrato il lato più ironico, più comico.  In “divagazioni in Metrò”  Lei sviluppa   questo aspetto?

Risposta. Anche qui ci sono momenti  di humour, con cui   cerco di spiegare il significato dei segni nello stile di Pina Bausch. Lo spettatore  viene letteralmente  guidato  nella conoscenza  della grande coreografa attraverso plurimi linguaggi minimali. Una concezione, la mia, della  scrittura che va ben oltre il piano verbale e deve necessariamente includere tutte le azioni che vengono a comporsi in uno spettacolo. Dunque, il recitato  alternato a movenze ritmate che  corrispondono  a un esempio  di come si possa  passare da un registro all’altro in maniera fluida e quindi comunicare piccole o grandi emozioni al pubblico.

Domanda. L’importanza dei luoghi: in questo caso il metrò, la periferia, – esempio del luogo anche metaforico – viene rappresentato  con degli elementi di scena minimali. Perché per Lei è così importante l’istallazione di scena dove avviene la  performance.

Risposta Durante il periodo di  prove di laboratorio comincio  a intuire come potrebbe funzionare lo spazio operativo dello spettacolo e mi affido  alla preziosa collaborazione di Vincenzo Sanfilippo, artista interdisciplinare, il quale mi segue  durante il periodo di  prove e realizza una confluenza concettuale tra testi scritti e “testi dipinti”  realizzando lo spazio figurale dello spettacolo. La scena di “Divagazioni in Metrò” è un’istallazione  di aste in equilibrio  che oscillano  e sorreggono immagini evocative:  un logo di metrò e foto di spettacoli  della Bausch realizzati a Roma. Intorno rumori di metrò, fiori sul proscenio, musiche d’atmosfera,  ad evocare  attraverso i recitativi una umanità in continuo movimento.

Autore: admin

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