Vincenzo SANFILIPPO- Storie semiserie di Sasa e Sofia (al Teatro dei Satiri,Roma)

 

 

 

 

Teatro    Lo spettatore accorto



STORIE SEMISERIE DI SASA E SOFIA

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“C’è un morto giù in cantina”

Una commedia scritta e diretta da Salvatore Scirè.

Con Loredana Castrovilli, Raffaele De Bartolomeis, Gabriella Di Luzio, Luca Di Cecilia, Fernando Gatta, Matteo Lombardi, E. P, Moretti, Paola Pieravanti, Debora Zingarello, Adolfo Bianchi Whites.

Di scena a Roma,al Teatro dei Satiri


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Roma. Spesso è proprio la vita politica di tutti i giorni a offrirci molteplici occasioni per ridere; come succede negli spettacolari  talk show  serali  realizzate con finzioni accidiose e manichee dove l’intrattenimento si trasforma in satira aggressiva riguardo le  responsabilità, che percepiamo mescolate e confuse, dei signori Onorevoli.

Spegniamo  pure quei programmi di “approfondimento” (si fa per dire), e suggeriamo ai lettori di regalarsi  una serata a Teatro magari ai Satiri, dove è in scena “ C’è un morto in Cantina” di Salvatore Scirè, autore siciliano che ci propone  una serata di umorismo  come esercizio puro dell’intelligenza. “Ridere” nel segno della cultura e del divertimento per sdrammatizzare la plumbea quotidianità dell’ideologismo fanatico di queste ore che avvelenano e deprimono la società.

Fin dalle prime argute battute, costruite con sussiegosi flash saturi di spiritosaggini,   notiamo subito l’articolazione fluida della scrittura del testo teatrale dell’autore che curandone pure la regia, ben organizza  i vari quadri scenici. E’ una storia anacronistica “formato famiglia” ambientata in un’imprecisata località del Sud, dentro una scenografia che è un inventario d’invarianti formali del gusto piccolo borghese, quale protocollo illustrato della vita quotidiana come rappresentazione, con dentro personaggi nei quali l’immagine della comunità cittadina è rappresentata. Scenografia di Riccardo Polimeni.

Il testo, molto ben costruito, è articolato attraverso la nitidezza composita delle battute paragonabili a una gustosa “macedonia” che genera  sapida comicità. Una scrittura la sua che nasce dall’osservare e appuntare la realtà quotidiana, che si dipana come trama attingendo alla tradizione attraverso la ricerca, la memoria di radici autoctone e che possiamo definire un teatro d’identità.

La commedia ci narra la curiosa storia di Sasà e Sofia, due coniugi che notano il ripetersi di strani fenomeni nella loro nuova abitazione che hanno comprato. Lei in realtà, appare piuttosto scettica, ma il marito, da buon meridionale, ipotizza immediatamente la presenza in casa di entità diverse: un monaciello  dispettoso che gli sposta continuamente la sua collezione di insetti. Sasà pertanto,  si da da fare per organizzare una seduta spiritica, per tentare di risolvere il problema. Ecco allora allestista la tavola rotonda su cui ruotano congiungendo  le mani altre figure scenicamente importanti, in quanto pittoresche, del teatro popolare, come la famosa medium donna Carmela Parascandolo – chiamata per l’occorrenza – la marchesina Viendalmonte di Rosmarino, vicina di casa, il sindaco Eleuterio Maione, il maresciallo Timoteo Privitera dell’arma dei CC, il parroco don Policarpo, un bizzarro postino e un singolare elettrauto di fiducia.  Effettivamente l’entità si manifesta nel corso della seduta, rivelando di essere il nonno di Annalisa, la ragazza che dà una mano in casa come cameriera e che è rimasta orfana di entrambi i genitori. L’entità, rivelatasi con voce flebile, rivela molte altre cose…

Gli attori di ottimo livello: Raffaele De Bartolomeis, Gabriella di Luzio, Luca di Cecilia, Matteo Lombardi, E.P. Moretti, Paola Pieravanti, Debora Zingarello, Loredana Castrovilli, Fernando Gatta, e Adolfo Bianchi Whites danno vita a gente comune con i loro giornalieri “incidenti con l’aldilà”  e allegre “catastrofi interne ed esterne”  e gesta esemplari,  sui quali ha lavorato l’autore con inventiva e originalità. Il risultato è  una commedia frizzante e assai scorrevole, dai ritmi serrati e ricca di caratterizzazioni, tutte ben amalgamate fra di Loro. Un finale a sorpresa con un meccanismo  esilarante al punto di arrivare alla farsa scatenata. Applausi prolungati di un pubblico avveduto, alla ricerca costante della vera essenza del ridere.

Autore: admin

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