Francesco NICOLOSI FAZIO- Verismo fantastico (uno spettacolo teatrale diretto da Vittorio Bonaaccorso)

 

 

 

Teatro   La sera della prima

 

VERISMO FANTASTICO


Fantasticheria. Mare di provvidenza. Novella in musica di Antonella Sturiale da Giovanni Verga. Regia e Scene: Vittorio Bonaccorso Musiche originali e canzoni: Alessandro Cavalieri Con: Marcello Perracchio, Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso. Voce: Agata Ranieri Con le allieve senior: Amèlie Mastalerz, Anita Pomario,Gessica Trama e gli junior: Giuseppe Arezzi, Gaia Guglielmino, Federica Guglielmino, Doriana Nobile, Carola Occhipinti, Mattia Piras della Compagnia Godot

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Forse il mare della Trezza, varcato da Ulisse, ha dato il segno al “nostos”, il ritorno alle origini che prende un po’ tutti come il richiamo della foresta. La compagnia G.o.D.o,T., questa estate ripercorre così antichi lontani tragitti teatrali, avendoci invece abituati al teatro moderno, stante che, oltre al Beckett del nome della compagnia, ci ha fatto recentemente gustare anche Ionesco. In questa scelta molto hanno inciso le location della rappresentazione: La Cava Pietra Franco di Modica; Il Castello di Donnafugata a Ragusa ed Il rinascimentale Cortile Platamone, g.c. dal Comune di Catania.

La novella “Fantasticheria” di Giovanni Verga può considerarsi una sorta di prequel del suo capolavoro universalmente riconosciuto ne “I Malavoglia”. In questa opera minore il Verga si impegna anche in considerazioni antropologiche e meta-scientifiche, con valutazioni sulle analogie tra le varie forme della natura, partendo dal particolare per giungere al generale: la patella (il mollusco) è come l’uomo attaccato alla sua terra, ma, vista da vicino, può anche rassomigliare ad un piccolo gibboso vulcano; in fondo l’Etna è ben salda alla Sicilia come un’ostrica allo scoglio.

Partendo dall’opera della fantasia verghiana Antonella Sturiale confeziona, per la novella, un abito teatrale policromo e sonoro, anche in virtù delle belle musiche di Cavalieri splendidamente interpretate da Agata Raineri, garbata e sensuale.

Ma forse tutto lo spettacolo diviene una sorta di pretesto per parlare di Sicilia, del suo mito e per dare la scena ad un poderoso Marcello Perracchio che reinventa un sagace Padron ‘Ntoni, che naviga fiducioso sulla sua “Provvidenza”, che non viene ancora ad avere nel suo nome una negazione, in quanto in realtà poi portatrice di disgrazie.

Si ride e si pensa. Le stelle, sullo splendido cortile Platamone, sono le stesse della vicina Trezza e guardano le dolorose esistenze dei trezzoti con lo stesso distacco che la turista francese ed il suo accompagnatore-poeta mostrano nella vicenda. Ma certamente, grazie anche al grande Per racchio, noi tifiamo per i poveri pescatori, che pur laceri e disperati sono comunque un modello di sentimento e dignità.

Antropologicamente speriamo di poter trovare ancora oggi di questi esempi di sentimento e dignità, donne e uomini veri e non di fantasia.

Autore: admin

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