Franco LA MAGNA- Tre film recenti (Scola, Fellini, Wong kar wai)

 

 

 


Cinema     Recensioni brevi

TRE FILM RECENTI

Che strano chiamarsi Federico (2013) di Ettore Scola.

 

Omaggio da maestro a maestro. Uno dei padri della grande “commedia all’italiana” Ettore Scola dedica a Federico Fellini (nel ventennale della morte) – “genio” dell’affabulazione cinematografica e regista italiano più conosciuto e ammirato al mondo – il docu-fiction “Che strano chiamarsi Federico” (2013) in cui ripercorre – spinto da afflato affettuoso e nostalgico – soprattutto gli inizi (del riminese e suoi) delle strepitose carriere artistiche. In bilico tra documentario e finzione l’opera di Scola (che fortunatamente non ha tenuto fede alla sua promessa di chiudere definitivamente con il cinema) appare quasi un singolare déjà vu dell’Italia del fascismo e dei primi anni della repubblica: dal chiassoso pensatoio del “Marc’Aurelio” (il settimanale satirico in cui entrambi i registi mossero i primi passi), all’avanspettacolo; quindi ai successi degli anni ’50 fino all’apoteosi. Come nella pittoresca giostra umana di “8 e 1/2”, Scola dedica gli ultimi minuti del suo lavoro ad un vorticoso montaggio di frames diegli ormai celeberrimi film felliniani e chiude come apre: di fronte ad un placido sciabordare di onde marine, riprodotte su un grande schermo e Fellini visto di spalle seduto nella classica sedia del metteur en scène. Tante curiosità poco note, come il provino di Sordi e Tognazzi per “Il Casanova” e il baluginio di figure secondarie. Divertente la fuga finale del riminese, inseguito come Pinocchio da due carabinieri in alta uniforme, tra i teatri (tra cui il celeberrimo n. 5), i vialetti e le grandiose scenografie di cartapesta di Cinecittà

The grandmaster (2013) di Wong Kar-Wai.

Spettacolare e malinconica narrazione della fine delle arti marziali in Cina, attraverso una lunga tranche de vie del mitico maestro di Bruce Lee, di Gong Baosen (imbattibile maestro di kung fu) e della figlia. Sullo sfondo – in rapida successione temporale – l’invasione Giapponese, il secondo conflitto mondiale, la guerra civile e la divisione di Hong Kong dalla Cina comunista. Wong Kar-Wai (nato a Shangahi ma vissuto ad Hong Kong) tributa al suo paese un omaggio particolare scegliendo come fil rouge della narrazione storica il kung fu. Ma il celebrato regista di “In the mood for love” e “2046” torna al prediletto tema dell’amore impossibile o irrealizzato, confessato dalla figlia del maestro (ormai rimasta l’unica a conoscere la strabiliante tecnica del padre) quando è ormai troppo tardi. La narrazione macchinosa, appesantita da un montaggio ellittico, non rende un buon servizio ad un’opera troppo pensata e dalla travagliatissima  gestazione durata oltre quattro anni, che resta comunque un grande spettacolo dell’altrettanto grande regista cinese. Interpreti: Tony Leung – Ziyi Zhang – Cung Le – Hye-kyo Song – Chang Chen – Woo-ping Yuen – Siu-Lung Leung – Julian Cheung – Cheung-Yan Yuen – Meng Lo.

I Puffi 2 (2013) di Raja Gosnell.

Anche stavolta il malvagio mago Garganella non riuscirà ad averla vinta. La dolce Puffetta – da lui creata ma sfuggita alla sua scellerata influenza, rapita ed imprigionata  (ad un passo dal cedimento) e alla fine salvata da una spedizione di quattro impavidi puffi (tra cui Grande Puffo) – sventerà i piani megalomani del cattivissimo padre. Divertenti ed efficaci effetti speciali, con un’ottima commistione tra pupazzi e attori (la c.d. “tecnica mista”). Ambientato in una luminosa Parigi, omaggio alla sempre splendida capitale francese della quale vengono mostrati tutti i luoghi fetish.  Al box office si annuncia già un grande successo degli ometti blu creati da “Peyo” nel 1959 e successivamente diffusi nel mondo intero. Annunciato in 3D, ma in molti cinema è passato (probabilmente senza grosse perdite) come un semplice 2D      Interpreti: Neil Patrick Harris – Sofia Vergara – Hank Azaria – Brendan Gleeson – Jayma Mays – Mylène Dinh-Robic – Vanessa Matsui – James A. Woods.

Autore: admin

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