Francesco NICOLOSI FAZIO- Caiman-story. Nessuno tocchi Silvio

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Caiman story

 

NESSUNO TOCCHI SILVIO

Retroattività, voto palese, investimento democratico

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Forse nell’economia della politica italiana si è resa l’evidenza della necessità di chiudere il ventennio berlusconiano mediante l’eliminazione giudiziaria. Altro ventennio si chiuse con esseri umani a testa in giù.

Proprio l’unico esempio di retroattività di una legge si ebbe in Italia durante il più lontano ventennio, con le famigerate “Leggi speciali fasciste”. Pertanto qualunque democratico onesto dovrebbe provare un brivido di ribrezzo per l’uso retroattivo di una qualunque legge, che non sia “pro-reo”. Difatti sono certamente retroattive tutte le amnistie che si applicano, ovviamente, ai reati commessi antecedentemente alla promulgazione.

Analogo discorso di consuetudine si può intraprendere per la rarissima applicazione del voto palese, nei casi riguardanti singoli individui, particolarmente se “inter pares” con chi deve pronunciarsi in una qualunque assemblea. Anche per le bocciofile, quando si tratta di scelte sulle persone associate, si preferisce il voto segreto, particolarmente per questioni disciplinari e certamente per le elezioni dei dirigenti.

Ma anche dal punto di vista della tutela della istituzione possiamo ipotizzare che, qualora vi fosse stata una maggioranza di centro-destra, il voto palese avrebbe certamente beneficiato il capo, che avrebbe potuto controllare ogni singolo votante. Oppure, pensiamo per un attimo ad una qualunque zona a presenza mafiosa (buona parte d’Italia) dove un consiglio comunale dovesse pronunciarsi contro qualche politico chiacchierato, magari consigliere lui stesso. Il voto palese fornirebbe ottimi bersagli ai pallettoni mafiosi.

Alla luce dello stato delle cose sembra che, per ottenere oggi l’uovo della sconfitta giudiziaria di Berlusconi, si possa perdere la gallina della tutela democratica per le future generazioni. Credo che una visione più magnanima della vicenda giudiziaria e parlamentare del capo del PDL  possa prefigurarsi come una sorta di investimento politico per gli anni a venire, dove potremmo anche addirittura rimpiangere gli scialbi politicanti odierni, mentre da ben oltre un decennio quasi rimpiangiamo i Craxi e gli Andreotti.

Certamente noi comunisti piangiamo i Berglinguer, gli Amerndola, i Libertini, i Lombardo-Radice, gli Spinelli e tutti i compagni onesti del passato che, se c’è un dopo, si disperano dall’alto.

Perché la più grande delle riforme sarebbe solo volere un minimo di onestà.

Autore: admin

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