Sauro BORELLI- Amore e chiacchiere (nel film coreano “In Another Country)

 

 

Cinema         Il mestiere del critico

 

AMORE E CHIACCHIERE

Nel film coreano “In Another Country”, con Isabelle Huppert (nella foto)

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Già il vecchio Shakespeare l’aveva capito: “Un vero amore non sa parlare” (I due gentiluomini di Verona). Hong Sang-soo, dal canto suo, fa finta di niente e sullo stesso tema imbastisce una storiella esile-esile mettendo in campo – anzi, “in un altro paese”, come recita il titolo – la figura stereotipa di un’attrice francese (e chi più francese di Isabelle Huppert!) alle prese, di volta in volta, con un regista coreano in vena di tradire la moglie incinta, un bagnino tra lo stordito e l’astuto, e un amante esoso e un po’ maldestro.

Il tutto dislocato in una desolata isola coreana un po’ fuori stagione. Ciò che ne esce non ci sembra granché, pur se le pretese dell’autore Hong Sang-soo, tenuto in conto di talentoso cineasta (specie in Francia), si distendono sullo schermo nei modi e nei toni d’un refrattario “trittico” ove l’amore – quello velleitario e l’altro più immediato, pragmatico – viene descritto, praticato con quasi irrilevanti novità e minime variazioni.

C’è chi ha scorto in simile strategia narrativa piuttosto monocorde (fors’anche monotona) pregi sottili e largamente riferibili a certo elegante cinema francese di qualche tempo fa (Rohmer, Buñuel e via fantasticando), ma se pure ci sono evidenti alcuni segni inequivocabili di una tale componente – soprattutto, come si diceva, la francesissima Huppert – qui, in questo In Another country la meccanica del racconto ridotto all’osso risulta poco più di un’analogia soltanto enunciata e non proprio sostanziata dei sentimenti, delle emozioni trepide, palpitanti dei rohmeriani La mia notte con Maud, La marchesa von …, Il raggio verde, Il bel matrimonio, ecc.

Va detto, anzi, che l’ingegnoso espediente cui ricorre il pur celebre, celebrato Hong Sang-soo per questo suo In Another Country non si spinge oltre uno svolgimento, diciamo pure, “modulare” della medesima vicenda para-sentimentale. Anne, donna francese manifestamente disinibita, è in effetti un personaggio di carta inventato, in tre diverse fasi del suo incongruo soggiorno coreano, da una stizzosa, annoiata ragazzetta del luogo costretta dalla madre e dalle disavventure del padre a un forzato isolamento. La pensata della stessa adolescente non ha troppe varianti. Ciò che resta, come ricordavamo più sopra, è la presenza e la prestanza un po’ risaputa di Isabelle Huppert (nel ruolo di Anne), si direbbe “in amore e in guerra” con alterni partner coreani divisi costantemente tra goffi tentativi di seduzione e comportamenti, in genere, poco urbani.

In questi frangenti, chi ne esce un tantino meglio (in tutti i sensi) si dimostra, alla fine delle triplici e concomitanti vicende, il bagnino rozzo e un po’ fuori di testa, tanto che è il solo che si porta a letto la pur disponibile Anne. In effetti, questo stesso film, a parte l’intento risolutamente demolitore del tipico maschilismo made in Korea, sembra essere essenzialmente rimandare a caratteristici riferimenti a sofisticate quanto inessenziali “frittatine alla francese”. Con in più il vistoso handicap di proporzionare sullo schermo un’ambientazione, una dinamica drammaturgica disossata, arida che costringe l’intiero svolgimento della triplice storia in un angusto ambito, fatto di inerti fotogrammi e di disanimata sostanza.

Compaiono di tanto in tanto nella progressione narrativa In Another Country figure e incombenze di qualche allusiva fisionomia – da un lato, l’evocazione sempre procrastinata di un fantomatico faro e, dall’altro, le banalità pretenziosamente vuote di un monaco insipiente –, anche se alla distanza la esclusiva “verità” di un simile lungometraggio si condensa, possiamo dire, nel fatto che Hong Sang-soo sa certamente “girare” un film, mentre quanto a dipanare una storia plausibile, convincente, in questa occasione, manca platealmente il bersaglio. Anche al di là della diligente Anne-Huppert che chaplinianamente, nel finale, se ne va per la tangente.

Autore: admin

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