Francesco NICOLOSI FAZIO- Idem o bis? (l’ipocrisia al potere)

 

 

Agosto

 

IDEM O BIS?

L’ipocrisia al potere- Una calda estate politica.

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“Consiglio supremo di difesa” Viene in mente la dichiarazione di guerra all’agonizzante Francia, dal balcone di Piazza Venezia: “Nell’ora suprema…”. In Italia l’aggettivo “Supremo” è usato per l’altissimo e per la guerra, in tal senso Napolitano ha convocato il “supremo” consiglio per la guerra, contro il Parlamento che voleva discutere l’affare degli F35. Parlamento nel quale, secondo Grasso, non è più consentito pronunciare il nome del presidente (supremo anche lui?). Napolitano invece nulla ha emanato riguardo l’ignominoso caso dello spionaggio USA contro gli alleati e neanche contro l’abominevole vicenda della donna kazaka consegnata al carnefice a seguito di un blitz di circa 50 teste di cuoio

Per le due vicende nel mondo civile tanta indignazione, in Italia silenzi imbarazzati (per chi magari le microspie se le è messe da solo) e ricche mozioni di fiducia per Alfano. Per una bazzecola Ricoletta ha obbligato la Idem alle dimissioni, soltanto che la Idem è una persona per bene da cui non te l’aspetti, mentre da Alfano ti puoi aspettare di tutto e puoi perdonare tutto, una sorta di “figliol prodigo” di Berlusconi che è il padre affettuoso di questo governo.

La conclusione della vicenda dell’incredibile espulsione record di una donna e sua figlia che godono di asilo politico, con un passaporto regolare e senza nessun contatto con il Ministero degli Esteri, ha raggiunto il massimo della inverosimiglianza con le semplici dimissioni del Capo di Gabinetto di Alfano. Se fosse vero che questo funzionario ha “fatto le scarpe” al ministro, questo avrebbe dovuto provvedere al licenziamento in tronco, con tutti gli annessi di legge, compreso il danno all’erario ed all’immagine dell’Italia. Le dimissioni sono state “patteggiate” durante i circa 40 (quaranta!) giorni necessari alla “ricostruzione” della vicenda che era chiara e semplice per tutti.

Oggi con la sentenza della Cassazione che condanna Berlusconi per evasione fiscale, raggiungiamo il paradosso, dove l’impunito deve godere dell’”agibilità” politica; agibilità è un termine che si una per certi immobili. Siamo certi che, se è un immobile,  si tratta di un immobile abusivo. Siamo al colmo: si incolpa chi vuole applicare la legge, e togliere un condannato dal Senato, di attuare una “provocazione” e, con questa “scusa”, far cadere il governo Letta. Questo sarebbe il male minore. Anche Napolitano non ha potuto fare a meno di dire che il limite della decenza impone il rispetto della legge.

La ex ministra Idem, per una costruzione senza agibilità e sospetta evasione IMU, ha dato le dimissioni, senza neanche sapere se ha commesso un modestissimo reato. Un condannato deve stare, come fosse un uomo onesto, nel Senato della repubblica. E’ forse il caso di parafrasare il detto latino: “Senatores boni viri, Berlusconi……” Del resto sapevamo da tempo che si tratta di un vero e poderoso “animale politico” di rara specie. Ma anche i Berluscoidi non lo sono da meno.

Autore: admin

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