Taormina Arte- Di scena, “Mastro don Gesualdo” da G.Verga. Regia di G.Ferro (13 lugkio)

 

 

 

 

Taormina Arte

 

MASTRO DON GESUALDO

Di scena la trasposizione teatrale del romanzo verghiano, per la regia dì Guglielmo Ferro

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Sabato 13 luglio, alle 21.30, al Teatro Antico, andrà in scena lo spettacolo Mastro Don Gesualdo”, con Enrico Guarneri, Ileana Rigano e Francesca Ferro, con la regia di Guglielmo Ferro. Il Mastro Don Gesualdo sarà interpretato da Enrico Guarneri, dotato di una innata vis comica e ‘tecnicamente’ assurto al ruolo di attore poliedrico:  con  partiolare inclinazione al  registro drammatico (“Cronaca di un uomo”di G. Fava) e a quello grottesco (“Il berretto a sonagli”  di Pirandello, nel ruolo del delegato Spanò).

Enrico Guarneri -noto quindi al grande pubblico per le sorgive qualità di interprete\maschera plebea, secondo una  lunga tradizione del teatro popolare siciliano- sembra infine dotato delle qualità fisiche ed interpretative necessarie ad incarnare (nelle sue mille sfaccettature) l’arduo personaggio di Gesualdo Motta, manovale  di fine ottocento che è riuscito a “farsi” da solo, divenendo ricco con il proprio lavoro, odiato da tutti, trattato ora con disprezzo e ora con ironia. Guarneri come Mastro-don Gesualdo è un uomo senza riposo. La riduzione e la messinscena dello spettacolo sono affidate al regista Guglielmo Ferro, figlio di Turi Ferro, interprete del Mastro Don Gesualdo nel 1967 (dopo l’edizione televisiva di Giacomo Vaccari con Enrico M. Salerno) che, da anni, si dedica alla drammaturgia contemporanea adottando una tecnica registica di respiro europeo.

La sua profonda conoscenza del teatro contemporaneo, il gusto minimalista e moderno delle sue messinscene sono indispensabili per un’operazione culturale che mira, nel rispetto assoluto del valore storico-letterario del testo verghiano, ad una trasposizione più attuale del Mastro Don Gesualdo. Guglielmo Ferro intende ricontestualizzare il “concetto di roba”, che permea il romanzo, l’incessante e frenetica attività di speculazione di un mondo di estremo materialismo, dove non c’è posto per i sentimenti, in un mondo senza spazio e tempo, in cui i personaggi sono “fotografati” come una marionetta che non può fare altro che andare incontro al proprio destino, che niente e nessuno potrà cambiare. Non c’è alcuna visione positiva della vita, che emerge come un vicolo cieco, inesorabile.

Autore: admin

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