A. Car*. – Spoleto, come l’araba fenice (il Festival dei Due Mondi in programma sino a metà luglio)



Festival dei Due Mondi*


SPOLETO, COME L’ARABA FENICE

Teatro Caio Melisso di Spoleto.JPG

Musica, teatro, danza per un ricco calendario di incontri (sino a metà luglio)

 

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Più di cento sipari alzati sul Festival più ricco dell’estate italiana. A Spoleto, per il cinquantaseiesimo anno, si incontrano ancora tutti i linguaggi dell’arte: opera, musica, danza, teatro, mostre e rassegne saranno protagonisti, dal 28 giugno al 14 luglio del Festival dei Due Mondi, tradizione consolidata della città umbra. Dal Teatro Nuovo al Caio Melisso, la storia sala ottocentesca che la mecenata Carla Fendi sta restaurando e portando a nuova vita; dai palazzi storici alle antiche chiese, fino e al gran finale in piazza del Duomo: ogni angolo della città ospiterà una forma d’arte, dai grandi nomi della scena mondiale agli esordienti delle scuole di arte drammatica.

Il ritorno dell’étoile. C’è grande attesa per lo spettacolo inaugurale del festival, che segnerà il ritorno sulle scene della danzatrice Alessandra Ferri a sette anni dal suo ultimo spettacolo. Per lei non una rentrée, ma piuttosto un nuovo capitolo: l’étoile del Royal Ballet e della Scala ha infatti scelto il Festival dei due mondi, del quale dal 2008 cura la consulenza artistica, per il suo debutto da coreografa. Un progetto intimista e personale, quello realizzato dalla Ferri in The Piano Upstairs, copione originale scritto per l’artista dal drammaturgo John Weidman in cui la danza e la prosa si incontrano in un armonioso dialogo tra le parti: la fine di un amore raccontata dalla voce e dal corpo di un uomo e una donna, interpretati dall’attore di Broadway, Boyd Gaines, e dalla stessa Ferri. Sulle scene allestite dal premio Oscar Gianni Quaranta le musiche, tra gli altri, di Giovanni Allevi, John Cage e Fabrizio Ferri, per la regia del direttore artistico della manifestazione Giorgio Ferrara.

L’arrivo di Millepied e Baryshnikov. Danza ancora protagonista al teatro Romano nelle esibizioni di Benjamin Millepied, prossimo direttore del corpo di ballo dell’Operà di Parigi, in scena con le sue coreografie in L.A. Dance Project, e della compagnia americana Mark Morris Dance Group. Anche se arriva dalla danza, la stessa Mikhail Baryshnikov è l’attore di The Old Woman, interpretato con Willem Dafoe e la regia di Robert Wilson, presenza ormai fissa di Spoleto.

Teatro d’autore. Il teatro d’autore è in cartellone con il titolo Pornografia, dal romanzo  Witold Gombrowic è l’ultima scommessa del regista Luca Ronconi. Stessa tensione sperimentale anche nei due atti unici La voce umana e Il bell’indifferente, in cui Adriana Asti, diretta da Benoît Jacquot, rappresenterà due diverse solitudini femminili, lontane e al tempo stesso identiche. Cupi i toni anche ne Il ritorno a casa  di Pinter che Peter Stein ha deciso di allestire con una compagnia italiana e ne La Trilogie Des Iles di irina Brook, la figlia del regista Peter, che indaga l’uomo rivisitando Omero, Shakespeare e Marivaux.

Lirica. Se la prosa è dominata dai toni profondi, tra i titoli di lirica trionfa invece la commedia: imperdibili gli appuntamenti con le storie di Hoffmann narrate in Croquefer & Tulipatan con  Les Brigands e con Il Matrimonio segreto di Cimarosa che nel 1792 fece impazzire l’imperatore Leopoldo II e che oggi, riproposto dall’Orchestra del Petruzzelli di Bari diretta da Ivor Bolton, con la regia di Quirino Conti e i costumi di Piero Tosi si appresta a replicare il successo di allora.

Musica pop. Insieme e intorno alle rappresentazioni teatrali non mancano gli omaggi alla musica, su tutti quello tributato al Festival da Raphael Gualazzi, e a tutte le forme di espressione, dal cinema alla psicanalisi, in un programma di una vastità incomparabile.(*ansa-repubblica)

Autore: admin

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