Francesco NICOLOSI FAZIO- Obama e il muro (da quale parte, di quale muro)





Udite, udite



OBAMA ED IL MURO

Da quale parte, di quale muro

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Negli anni ’80 la disinformacia dei media occidentali associava alla canzone dei Pink Floyd “The Wall” il muro di Berlino, ancora eretto. Chiunque conosce il testo, ed un minimo di inglese, sa perfettamente che il muro in questione è il sistema capitalistico ed in particolare il sotto-sistema scolastico che grazie ai “Teachers “ forma “bricks in the wall”. In quegli anni un incredibile Ronald Reagan (l’incredibile è che fu per due volte presidente USA) pronunciava, davanti alla porta di Brandenburgo, un “memorabile” discorso sulla libertà, contro l’”impero del male”. Non era in costume da “guerre stellari”, ma le stava progettando.

Oggi è il turno di Obama, dopo Kennedy e Reagan, anche lui si è sentito in dovere di rifare il verso ai suoi predecessori. Il risultato è stato di molto vicino al flop, ricevendo, da una ristretta e filtrata platea, tiepidi applausi stentati. Qualcuno ha motivato l’insuccesso alla grave questione di spionaggio che gli USA hanno intrapreso anche contro i loro alleati. In ogni caso per i cinesi gli USA sono i più grandi criminali informatici del mondo, anche contro la privacy dei loro cittadini.

Ma quello che crediamo sia il problema di Obama è una semplice scelta di “location”. Per la comparsata di Berlino, Kennedy e Reagan avevano veramente di fronte il Muro, oggi il muro non c’è più, per cui è evidente l’impossibilità di produrre un messaggio retorico ricco di metafore: il muro che rappresentava la presunta linea di demarcazione tra il bene ed il male è stato cancellato. Non solo fisicamente dai tedeschi che hanno del tutto eliminato ogni traccia dell’infamia di cemento e filo spinato, ma perché un mondo policentrico presenta una infinità di muri. Il muro tra cristiani ed Islam. Il muro tra le due Coree. Il muro tra Cina ed USA. Il muro tra ricchi e poveri. Il muro tra noi ed il terzo mondo (in realtà lo vorrebbero di cemento tutti, non solo i leghisti). Il muro tra etero ed omo. Tra Europa ed USA. Tra Cina e Giappone. Tra India e Pakistan. Il muro tra bianchi e neri.

Obama è tremendamente invecchiato in questi 4,5 anni. Molto dipende dalla vita frenetica che comporta essere “l’uomo più potente della terra”, ma sospettiamo che l’uomo sia politicamente infelice e quindi anche personalmente, per l’impossibilità di capire da quale parte veramente stare. Crediamo ancora nella sua buona fede.

Seneca diceva: “la felicità è l’armonia interiore”. Il capitalismo ha in odio l’armonia.

Autore: admin

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