Vincenzo SANFILIPPO – Violino d’autore (in mostra alla Casina delle Civette di Villa Torlonia, Roma)


Arti visive

 


VIOLINO D’AUTORE

21 autori per 23 opere di LIUTERIA

Roma  Musei di Villa Torlonia – Casina delle Civette Via Nomentana 70

21 giugno – 29 settembre 2013

La mostra-evento “Violino d’Autore” a cura di Luisa Mariani e Maria Grazia Massafra è promossa da Roma Capitale,

Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla “Nuova

Compagnia di Teatro Luisa Mariani”. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

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In esposizione nella Casina delle Civette e nell’annessa Dipendenza, dal 21 giugno al 29 settembre, vengono esposti 23 violini costruiti artigianalmente nel laboratorio bolognese di Ezia Di Labio, dipinti da 21 artisti affermati nelle discipline più diverse. La manifestazione ha lo scopo di valorizzare e diffondere tra il grande pubblico la Liuteria, come mestiere di antiche tradizioni, in equilibrio fra arte e artigianato: gli strumenti si arricchiscono e si trasformano attraverso il dialogo tra le arti. Il violino decorato diviene opera d’arte sonora, che durante la mostra sarà utilizzato per la sua funzione primaria di produrre musica.

Il violino, come pure altri strumenti, ha sempre esercitato un grande fascino sugli artisti e non solo sui musicisti. Personalità provenienti da diverse discipline si sono espresse con la loro identità artistica: il poeta, l’artista, l’attore, il compositore, il fotografo e tutti gli altri. Per cui la mostra è  da leggersi come un processo di trasformazione, di dialogo tra le arti  che ha permesso allo strumento classico, il violino, di rinnovarsi esteticamente, senza cambiare forma e senza mutare il suono.  Cosi che il violino decorato rimane un meraviglioso produttore di suoni, e dopo essere stato trasformato in opera d’arte, torna alla sua funzione tradizionale di strumento musicale.

Un accenno storiografico mostra come le diverse espressioni artistiche hanno preso a modello il violino per esprimere sentimenti, voci e pensieri. I musicisti, per il suo timbro vibrante molto melodico, vario e imprevedibile, hanno instaurano un rapporto viscerale con il proprio strumento. Allo stesso modo l’ha espresso  con grande virtuosismo il compositore/violinista Niccolò Paganini, e attualmente, Uto Ughi  che ha sviluppato una notevole invenzione iperbolica allargando la tavolozza timbrica del suo stradivari.

Nella pittura gli artisti hanno scelto lo strumento come modello per la sua curiosa sagoma, poiché le forme arcuate del violino e i  suoi timbri sonori unici nel loro genere li  ispirano. Si pensi  al dipinto yiddish di Chagall  “Il violinista verde” sospeso in aria sopra un villaggio  di campagna, il quale racchiude in sé molti significati che rimandano all’elemento magico, al fantastico e al potere sovrannaturale dell’uomo e della musica del suo violino.  Fino alla sensualissima opera   “Le Violon de Ingres” di Man Ray, pittore, fotografo e regista statunitense di film d’avanguardia che nel lontano 1918  disegnò  con inchiostro di china  le chiavi di violino  sulla schiena della sua modella Alice Prin.

Nutrito è il numero degli scrittori e cantautori contemporanei che utilizzano la poetica del violino per esprimere sentimenti, voci e pensieri. Baraban, gruppo storico della scena folk italiana, è unanimemente considerato una delle più qualificate band di musica popolare italiana. Nel gennaio del 2010 ha presentato per la prima volta “Il violino di Auschwitz” raccolta di brani e immagini per non dimenticare, spettacolo multimediale dedicato al Giorno della Memoria.  Mentre nel cinema il violino appare spesso come elemento catalizzatore: ad esempio, nelle mani di Charlie Chaplin in Luci Della Ribalta (1934) fa ridere e piangere il suo violino.  In teatro è diffuso il suo utilizzo come “Dalla sabbia del tempo” di Moni Ovadia in cui il violino diventa strumento espressivo per ritrovare la dignità violata e, forse, per sopravvivere. Negli audiovisivi è esemplificato mostrando parte della rappresentazione di Histoire Du Soldat di Dario Fo. Come pure nei cartoni animati di Luzzati, dove il violino fa da controcanto al flauto.

Ecco Il profilo degli artisti espositori:

Ezia Di Labio, temperamento dalla forte individualità, maturata alla scuola del maestro Otello Bignami, è stata la Promotrice di uno stimolante incontro di personaggi di esperienza diversificata: Poeti, pittori, musicisti, scrittori, attori, scenografi, illustratori, sceneggiatori… sono stati invitati a contribuire a unprocesso di trasformazione dello strumento che si è così arricchito di una rilevante ‘espressività visiva’ senza variare Forma e suono. I legni accuratamente scelti e ben stagionati conservano la nota forma-modello del Bignami e la sua tipica vernice corposa e trasparente, a base di alcool e dai toni definiti. Appesi al soffitto della sala espositiva, ad effetto pioggia, i violini racconteranno un lungo percorso che si snoda attraverso poliedrici protagonisti:

Laurie Anderson, cantautrice, violinista, dipinge il suo violino di un profondo nero da cui affiorano dimensioni oniriche

collegate alla sua poetica minimalista;

Mauro Bellei, architetto, lancia il suo grido “il silenzio non ne può più Ogni tipo di pulviscolo interferisce e alimentail suo turbamento, fosse anche solo una flebile risonanza interiore”;

Gianni Berengo Gardin, interviene sul violino trasferendo le sue foto della ”Gustav Mahler Jugendorchester” ; stampa su carta/riso.

Alessandro Bergonzoni, attore e scrittore, tratteggia sul recto occhi e bocca di un volto di efficace potenza evocativa,sul retro un manoscritto: una serie di rinvii ludici e ironici, giocando con le parole da abile maestro affabulatore qual è;

Aldo Clementi, compositore, trascrive parti di un brano composto per violino solo nel 1983/85: la Fantasia su Giorgio MoEnCH;

Riccardo Dalisi, architetto, pittore, scultore, poeta-designer spazia in colori onirici con china e acrilico descrivendo una foresta popolata da destrieri di grande energia vitale;

Maurizio Deoriti, musicista-compositore, ci proietta, con tratto efficace e distillato, nella limpidezza del linguaggio figurativo dei bambini;

Giovanni Lindo Ferretti, cantore, scrive in forma ellittica: ”vola viola vela viola” e continua inneggiando che ogni pensiero vola sulle note della viola;

Filos, studente, trasmette le sue visioni con china e acrilico su due violini: uno è in stile ornato e riproduce sul retro i tagli delle effe (fessure a forma di ‘effe’ corsiva che si trovano sul piano armonico) a unificare la testa e il corpo di una donna, in un insieme di linee che s’incontrano, s’intrecciano, si trasformano e corrono sul fondo del violino e sotto la cordiera; il secondo violino, invece, evidenzia caricature di facce inquiete, di esuberante e variegato umore, contornate da macchie astratte;

Giosetta Fioroni, pittrice, ceramista, in un arcobaleno di immagini ci trasporta in luoghi dove palpitano i sentimenti;

Tonino Guerra, poeta, pittore, scrittore e sceneggiatore, immerge nel blu un mezzo busto di un estatico personaggio femminile dal sapore orientale, che poi ripropone a figura intera, sul retro dello strumento, in forma leggiadra e composta, con una farfalla di fiabesca dimensione poggiata su una spalla;

Marcello Jori decora forme cabalistiche realizzate in gesso con applicazioni in foglia d’oro;

Emanuele Luzzati, scenografo e illustratore, racconta un mondo meraviglioso, ricco di fiori ed uccelli;

Luigi Muzii, medico chirurgo, fotografo, acquerellista, disegna volute multicolori che sembrano rincorrere ritmi di melodie trasognate e paesaggi interiori in fuga;

Ugo Nespolo, pittore e scultore di incisivo accento ironico e giocoso, ci riempie di policrome emozioni;

Eugenio Riccomini, storico dell’arte, disegna l’autoritratto del suo occhio che richiama alla mente il terzo occhio;

Roberto Roversi, una delle voci poetiche e civili più alte del Novecento, ha manoscritto sul violino un suo testo, di cui si riportano alcuni illuminanti versi “Il mondo è sempre più calpestato (ferito)/e il suo silenzio è come un vetro/sempre spaccato da un sasso (dai sassi)./Il violino col suono/lo riporta/ in cielo;

Lina Sastri, attrice, cantante, autrice, nel suo intervento con pastelli a cera, avviluppa nel ritmo figure di donne che si

librano nella danza;

Filippo Scòzzari, disegnatore di fumetti-scrittore, traccia con lo sguardo della memoria i suoi giochi infantili, fatti di

“omini stilizzati” che disegnava con il padre: il violino gli riporta i brividi di quelle emozioni;

Greta Shoedl scrive a china, in maniera ossessivamente ripetuta, “Aurora kalange” (Il Suono dell’ Aurora o Aurora del Suono), con raffinata grafia corsiva intervallata da gocce di resina dorata;

Bibi Trabucchi, calligrafa, imprime segni con nera china di elegante armonia e con un tratto fluido e sinuoso dipinge sulla viola la parola Pace in cinese, sul violino la parola Amore in Arabo Sufico.La magia si compie in un percorso sensoriale di musica, pittura e parole.

La prestigiosa sede della Casina delle Civette, che è stata in questi anni riferimento di numerosi eventi artistici e musicali, ha come vocazione primaria le arti applicate, di cui la liuteria è una delle espressioni più raffinate. E’ quindi la cornice ideale per un’esposizione di strumenti di alta liuteria, decorati come opere d’arte.

La mostra-evento “Violino d’Autore” a cura di Luisa Mariani e Maria Grazia Massafra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla “NuovaCompagnia di Teatro Luisa Mariani”. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Il successo dell’inaugurazione è stato presenziato da numerose ed eccellenti personalità. Tra le quali: il giornalista Rai Michael Barranger, il pianista-compositore Carlo Benedetti, Nella Cirinnà ( regista RAI), Assia Grazioli ( esperta d’arte- fotografa) , Antonella Leone, Rosellina Oddo (poetesse), Alba Orti (montatrice RAI),  l’artista di Land Art Maurizio Regano, Bona Simonelli (curatrice  della mostra “Senza confini: spiritualità a confronto”) Bibi Trabucchi ( calligrafa che ha decorato 2 dei violini in esposizione),Mario Valdemarin, Giuliano Vasilicò…

Eventi

21 giugno ore 17.00: intervento musicale del Quartetto d’Archi “Tonarius” con gli strumenti in esposizione Marcello Manari violino, Renata Maria Furlan violino, Giuseppe Valenti viola e Anna Maria Mastromatteo violoncello (porticato-giardino della Casina delle Civette, ingresso gratuito);

14 e 21 settembre ore 11.00: visita alle opere della mostra attraverso il racconto della liutaia Ezia Di Labio

(prenotazione obbligatoria al numero telefonico 060608, massimo 25 persone);

18 settembre ore 16.00: proiezione del documentario “Storia di un violino”, regia di Manuel Moruzzi.

A seguire incontro/laboratorio: la costruzione del violino con la liutaia Ezia Di Labio(sala triangolare della Casina delle Civette; prenotazione obbligatoria al numero telefonico 060608, massimo 25 persone);

29 settembre ore 17.00: concerto eseguito con gli strumenti in esposizione dal Quartetto d’Archi “Tonarius”Marcello Manari violino, Renata Maria Furlan violino, Giuseppe Valenti viola e Anna Maria Mastromatteo violoncello.(porticato-giardino della Casina delle Civette, ingresso Euro 12,00 – info e prenotazioni: 339 2946389).

InfoTel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

www.museivillatorlonia.it www.zetema.it

Autore: admin

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