Caterina BARONE- L’anima di una città…(note su Napoli Teatro Festival)



Rassegne


L’ANIMA DI UNA CITTA’, FRA UTOPIA E REALTA’

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Note sul recente Napoli Teatro Festival

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Tempo di bilanci per la VI edizione del Napoli Teatro Festival che ha chiuso i battenti domenica 23 giugno con Arrevuoto 2013 – ottavo movimento. Viviani!, un omaggio a Raffaele Viviani ispirato a Zingari, a cura di Maurizio Braucci e Roberta Carlotto.

E proprio Viviani ha rappresentato uno dei punti di forza del Festival con la riuscita messa in scena di Circo Equestre Sgueglia diretta da Alfredo Arias. Il regista argentino ha saputo accostarsi in maniera giusta al testo che Raffaele Viviani scrisse nel 1922, penetrando nei meandri dell’anima napoletana senza indulgere a un folklore facile e di superficie. Il merito va anche alla compagnia di attori, in maggioranza partenopei, che hanno dato vita autentica ai personaggi dello “sgarrupato” circo Sgueglia: dal protagonista Massimiliano Gallo, nella parte del malinconico clown Samuele, tradito dalla moglie, a Mauro Gioia, il narratore, a Monica Nappo, la fedele Zenobia, maltrattata da Roberto, il marito impenitente seduttore (Francesco Di Leva), all’ottimo Tonino Taiuti, in coppia con Gennaro Di Biase en travestì nella parte di Bettina, e poi  Giovanna Giuliani, Carmine Borrino, Autilia Ranieri, Lorena Cacciatore e Marco Palombo.

Le scene, che raffigurano la pedana di un circo delimitata ai lati da due carrozzoni, sono firmate da Sergio Tramonti; i costumi, ricchi e immaginifici, sono di Maurizio Millenotti; le luci di Pasquale Mari. Arias inserisce richiami alla tradizione comica, da quella napoletana con citazioni di Totò a quella surreale di Charlie Chaplin; né mancano suggestioni felliniane nel disegno dei personaggi, impastati di elementi grotteschi e al tempo stesso di malinconica pensosità, che raggiunge l’acme nel finale recitato, come voleva Viviani, a sipario abbassato. Il tutto punteggiato di garbate allusioni erotiche e richiami a una fisicità elementare, ma portatrice di senso. Pregevoli gli arrangiamenti musicali di Pasquale Catalano.

È soddisfatto Luca De Fusco, direttore artistico del Festival, dell’esito complessivo della manifestazione e della fisionomia acquisita con quest’ultima edizione. “Abbiamo trasformato l’appuntamento napoletano in un cantiere d’arte. Non abbiamo solo presentato spettacoli di taratura internazionale, come nel caso di Desdemona di Peter Sellars, ma abbiamo costruito in loco tre importanti rappresentazioni (Antonio e Cleopatra con la regia di Luca De Fusco; La bisbetica domata di Andrej Konchalovskij; Circo Equestre Sgueglia di Alfredo Arias) coinvolgendo talenti teatrali di cui il territorio è ricco e aprendo le prove al pubblico, che ha risposto numeroso e con interesse all’iniziativa. Ed è pure lusinghiero il fatto che si sia registrato il tutto esaurito con venti giorni di anticipo rispetto alla data di inizio del Festival. Un risultato ottenuto grazie alla presentazione di ben dieci titoli già nel novembre dello scorso anno: una programmazione a lungo termine che manterremo per il futuro e che consente al pubblico di organizzare per tempo le proprie scelte”.

Significativo anche il dato economico poiché con i fondi regionali ed europei erogati si è creato lavoro e si è sviluppato un indotto a largo spettro in un territorio che di lavoro ha un endemico bisogno: un modo positivo di combattere la crisi.

Autore: admin

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