Franco LA MAGNA – Catania. La nuova primavera di Enzo Bianco


Da Catania


LA NUOVA PRIMAVERA DI ENZO BIANCO

Panorama aereo di Catania

 

Dopo 13 anni di governo di destra

****


“E’ cappotto!”. Così Enzo Bianco, neo sindaco di Catania commenta – all’indomani delle elezioni, durante la conferenza stampa indetta nel quartier generale di “Casa Catania” – la sonora batosta inferta alla destra di Stancanelli, alla presenza di una nutrita rappresentanza delle televisioni, della carta stampata e del popolo dei fedelissimi accorsi a festeggiare la storica vittoria, dopo ben 13 anni di governo di destra del capoluogo etneo. Un risultato inaspettato, di valenza nazionale, unica grande città dove la coalizione di centrosinistra ha sbaragliato gli avversari al primo turno, ha detto l’ex Ministro degli Interni (stigmatizzando sul ritardo con cui il Comune ha comunicato i dati definitivi) ed ora rieletto per la quarta volta primo cittadino di Catania, con l’appoggio di tutto il centrosinistra che oltre a Palazzo degli Elefanti (27 consiglieri, contro i 18 dell’opposizione) espugna anche tutte le circoscrizioni.

Tra scrosci continui di applausi Bianco – che ha ottenuto il consenso del 50, 62% dei votanti – proclama il suo progetto di tornare a rendere la città protagonista, dopo il buio (anche fisico per temporanee mancanze d’illuminazione nelle strade cittadine) di quasi tre lustri, rimettendo insieme tutte le forze attive (volontariato, industria, cooperative, università, commercio…) e ponendo come  irrinunciabile priorità un “patto” per lo sviluppo e il lavoro aprendo un tavolo con l’insieme delle categorie produttive e stipulando un’alleanza con il distretto delle città della Sicilia sud-orientale.

Pulizia della città con tutti i cittadini muniti di ramazza, cultura, interventi sulle periferie, sui trasporti claudicanti e dimezzati (sono ben 50 gli autobus della municipalizzata AMT, fermi per mancata manutenzione), un nuovo stadio, un centro direzionale, il nuovo ospedale “S. Marco” e un Centro di polizia bloccato da 4 anni nel quartiere abbandonato e degradato di Librino (dove Bianco ha chiuso la campagna elettorale), una zona fornita di centinaia di botteghe chiuse o mai aperte e dove aziende e commercianti che vorranno scommettere sulla rinascita della zona godranno d’un credito d’imposta. E poi la ferrovia (no al raddoppio degli archi della marina e studio per un piano d’interramento), il porto ( restituirlo alla città e concepirlo come grande scalo di navi da crociera), un grande piano urbanistico per la sviluppo della città metropolitana (Catania diventerà area metropolitana), la riqualificazione dell’intera area di corso Martiri della Libertà, annoso e irrisolto problema urbanistico, sono tra i tanti progetti annunciati dal nuovo Sindaco che conclude il suo intervento con una battuta climatica: “Sono stato eletto in primavera. E’ primavera ed io sono tornato”. Poi, a conferenza finita, un giro in moto per i quartieri cittadini.

Tuttavia un ultimo, determinante, appuntamento attende il Consiglio uscente entro che dovrà approvare alcune varianti al Piano di riequilibrio finanziario pluriennale di durata decennale, senza il quale il predissesto del Comune si trasformerebbe inevitabilmente (e drammaticamente) in dissesto. Con tutte le catastrofiche conseguenze del caso.

Autore: admin

Condividi