Massimo GIRALDI*- Bersaglio fallito (note su “Ti ho cercata in tutti i necrologi”, un film di G.Giannini)

 

Cinema     Il mestiere del critico*

 

BERSAGLIO FALLITO

Note su “Ti ho cercata in tutti i necrologi”

 

Giancarlo Giannini, esordiente come attore a metà degli anni Sessanta, lavora in quasi 40 film prima di esordire nella regia con Ternosecco (1987). Poi riprende il consueto cammino: altri 60 film (più o meno), ed eccolo ora tornare dietro la m.d.p. con questo Ti ho cercata in tutti i necrologi.

Il titolo, insolito, dovrebbe suscitare curiosità e creare le premesse per una visione fuori dal consueto. All’inizio della storia, ecco Nikita (Giannini stesso), un italiano di età matura arrivato in Canada in fuga dalle conseguenze di un incidente d’auto che lo aveva visto coinvolto in Italia. L’uomo conosce Braque, misterioso personaggio che lo invita ad un tavolo da poker, lo induce a perdere una forte somma e, ricattandolo, lo costringe a partecipare ad un gioco estremo: lui deve scappare e nascondersi mentre alcuni paganti cercano di eliminarlo entro un tempo stabilito. Se resta vivo, guadagna tutta la vincita in palio.

Di suo, lo sventurato Nikita lavora in una ditta di pompe funebri, frequenta molti funerali, conosce Helena , donna enigmatica più che mai, e a lei, dopo qualche tempo di frequentazione, rivolge la frase del titolo. Nel faticoso sviluppo narrativo, la linearità del copione evapora lentamente di fronte alla necessità di dare un senso ai pezzi sparsi del racconto. Se, dopo oltre cento film interpretati, il Giannini attore permette a Nikita di avere un volto minimamente credibile, nella seconda prova da regista il Giannini direttore resta impantanato nel vago e nell’indistinto. Che film è quello che vediamo? Un drammatico, un thriller metafisico, un trattato di filosofia esistenziale?

Il ricorso a molte citazioni di storia del cinema (da lui stesso dichiarato) apre qualche spiraglio sull’idea di un puzzle espressivo, come un vestito di Arlecchino, ma non aiuta a dare un’identità precisa all’operazione. Prevale un manierismo di fondo, confermato dalla presenza di F. Murray Abraham (Braque), uomo ambiguo e infido, tutto disegno e poca sostanza. Silvia De Santis è la donna che circuisce Nikita. Con modi quasi viscontiani.

 

*Ringraziamo Massimo Giraldi, critico di cinematografo.it

Autore: admin

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