Formule di vita incerta.”(a+b)3″ / Muta Imago alla Biblioteca Quarticciolo, Roma

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Formule di vita incerta

 

(a+b)3 / Uno spettacolo di Muta Imago a Roma, Biblioteca del Quarticciolo

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Il Teatro Biblioteca Quarticciolo ripropone  “(a+b)3” lo spettacolo che nel 2007 diede visibilità a “Muta Imago” nelle principali vetrine teatrali.  Il gruppo, fondato nel 2004, è costituito da Claudia Sorace (regista) e Riccardo Fazi (drammaturgo, sound designer).

Fin da subito “Muta Imago” si propone come luogo di ricerca artistica, in cui viene privilegiato il rapporto di contiguità tra l’essere umano, lo spazio e il tempo. La peculiarità dei loro spettacoli è infatti una drammaturgia scenica priva di parole, strutturata attraverso la performance o l’installazione.

“(a+b)3”, per esempio, è la storia di una coppia di innamorati al tempo di guerra che vogliono vivere un’esistenza normale ma sono costretti a confrontarsi con il dramma della violenza e della perdita. Sentimenti universali e lineari nel loro sviluppo che vengono però raccontati attraverso una messa in scena originale, in cui riveste un ruolo predominante l’elemento scenografico.  Al centro del palco si trova un cubo rivestito da teli di carta che gli attori staccano e muovono continuamente mostrando o coprendo lo spazio interno, che rappresenta simbolicamente l’amore tra i due personaggi. Questo congegno teatrale unito alla precisione dei movimenti dei due performer (gli stessi Claudia Sorace e Riccardo Fazi) crea uno spazio poetico paragonabile a quello  riprodotto da una lanterna magica. Un luogo al confine tra uno spazio teatrale e uno pre-cinematografico in cui i corpi degli attori si mischiano alle loro ombre, dotate di una propria autonomia.

Il teatro di “Muta Imago” ha dei chiari riferimenti, tra i quali spicca la compagnia “Sociètas Raffaello Sanzio” che da più di 30 anni traccia nuove vie di esplorazione attraverso la creazione di una scrittura scenica priva di drammaturgia verbale. Gli unici limiti di “Muta Imago” sono la  ricerca di un’implicazione ideologica e l’assenza di una dimensione del “sacro”,  che invece contraddistingue il teatro di “Sociètas Raffaello Sanzio”.

 

Autore: Simona Almerini

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