Francesco Nicolosi Fazio-Dal cinema al teatro:”La banda degli onesti” allo Stabile di Catania

 

La sera della ptima

 

DAL CINEMA AL TEATRO.

“La banda degli onesti”  di Age e Scarpelli Regia. Federico Magnano di San Lio Scene: Angela Gallaro Con: Mimmo Mignemi, Angelo Tosto, Fulvio D’angelo, Nellina Laganà, Giampaolo Romania, Giada Colonna, Alessandro Idonea

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Scommessa vinta dal Teatro Stabile di Catania nel voler percorrere in senso inverso ciò che normalmente accade; questa volta dal Film con Totò e Peppino alle tavole del Musco, che è stato nume apotropaico, visto l’ottimo risultato. Ci rifiutiamo di accennare la trama, chi non la ricorda corra al teatro. L’impegno era di quelli da far tremare le vene dei polsi (o giù di lì), dovendo confrontarsi con due veri e propri “mostri sacri” della commedia italiana (propongo l’esilio per chi usa ancora il termine “all’italiana”, come una pietanza). Qualche relativo vantaggio ha usufruito, nel confronto a distanza, Magnano su Mastrocinque, in quanto quest’ultimo lasciava molto all’improvvisazione di De Curtis e De Filippo, facendo una regia cinematografica molto lieve, come una sorta di pre-montaggio.

Sapevamo della grandezza dei nostri Mignemi e Tosto ma il risultato ci sorprende positivamente: non solo si ride a crepapelle, risultato per cui bastava rifare pedissequamente il verso al magnifico duo, ma si è invece ottenuta una interpretazione autonoma, della vicenda e del recitativo, producendo una commedia “nuova” quasi originale e molto odierna. Una piece veramente innovativa con gli attori che mostrano una sorta di crassa eleganza, una recitazione che offre, come la scena, più piani e livelli interpretativi, contemporaneamente. Tempi perfetti, tormentoni lievi ed esilaranti, una fluidità da “gomiti tondi” che fa viaggiare la vicenda tra i pannelli della scena come tra mondi lontani.

A proposito di scena: perfetta. Una serie di pannelli mobili semi-trasparenti, con varie riproduzioni delle “Diecimila” origine e “limite” dell’intera vicenda. Le splendide rivisitazioni (alla Warhol) della cartamoneta sono una summa poetica: il falso, il vero, la trasparenza, l’instabilità, il paravento. Un tragitto mentale ad ostacoli, costruito per giungere al grande teatro che è verità e menzogna. Unite nella lotta.

Da vedere. Prima dei pasti. Almeno tre volte!

Autore: admin

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