Francesco Nicolosi Fazio-Gran finale,in amore (“Bilico” da I.Serini al Teatro Canovaccio, Catania)

 

 

La sera della prima


GRAN FINALE, IN AMORE.

“Bilico”. Dal libro “Racconti in bilico” di Irene Serini.

Regia: Nicola Alberto Orofino. Con: Carmen Panarello. Scene: Federica Buscami. Catania, Teatro del Canovaccio

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Raramente riusciamo a sorprenderci. Questa è una di quelle volte. Siamo tutti in bilico, ad ogni latitudine, geografica, morale, sessuale. Un’opera artistica è tale quando porge un messaggio universale, meglio se con un linguaggio odierno, percepito da tutti nel profondo.

Una donna parla di sé e con sé, anche se spesso si rivolge al suo amore ed alle sue passioni, alimentari e sessuali, che queste siano lesbiche è soltanto un inciso. Subito ci accorgiamo che parla a noi e di noi; dei nostri costanti traslochi, ma soprattutto dei mancati traslochi del cuore, per paura, per scelta, per necessità, o per un semplice disguido. Diviene difficile trovare un compagno/a ed ancor di più costruire insieme qualcosa, sia essa una famiglia “nuova” o tradizionale, magari con figli; diventa già impegnativo organizzare una cena, mettendo insieme i diversi gusti.

Splendido lavoro di Teatro nuovo quello di Irene Serini, che inventa un testo fresco e gustoso, come la caponata del gran finale, o come gli spaghetti serviti sul corpo della amata. Perfetta Carmen Panarello, che regge la scena con grinta ed entusiasmo dosando la sua poderosa corporeità e declinando la sua femminilità in tutti i parametri conosciuti. Brava e bella, anche nei garbati e mimetizzati passi di danza, che rimandano lievemente a “Underwood” della sua maestra Carolyn Carson.

Abile, forte e lieve la mano dell’ormai “famigerato”  (regista e Direttore Artistico) Nicola Alberto Orofino che, già riconosciuto come innovatore del teatro classico (da Checov a Martoglio), si esprime in questa opera veramente nuova, dimostrando una perfetta simbiosi, con autrice ed interprete, nata ai tempi delle comuni frequentazioni del Piccolo Teatro di Milano.

Siamo folgorati da una piece che emana una poesia profonda (sottobosco), lieve e sensuale, che dai tempi di Lesbo non ci era dato sentire. Oggi, volendo pronunciarmi su amore e tolleranza, contro ogni omofobia, che è un muro di incomprensione se non di odio, vorrei dire come Kennedy dinanzi al muro: “I am a lesbian!”, riconoscendo libertà ad ogni amore, se vero, dolce e ricambiato.

Chiude in gran bellezza la stagione di XXI in SCENA al Canovaccio, grazie ad una coesa coralità di artisti, che raramente si trova alle nostre latitudini. Un particolare BRAVO’ dal suono europeo ad Egle Doria, che con saggezza femminile e discrezione signorile, ha coordinato una stagione memorabile.

Aspettiamo con impazienza l’autunno che ci porterà il loro “Miele della follia”.

Autore: admin

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