Franco La Magna- Cinema. Recensioni brevi (“Effetti collaterali”. “Kiki”, “Nella casa”, “Treno di notte…”)

 

 

Cinema    Recensioni brevi

 

QUATTRO FILM RECENTI

 

Effetti collaterali (2013) di Steven Soderbergh.

Locandina Effetti collaterali

*****

Atmosfera vagamente noir per un thriller macchinoso confezionato con qualche vistosa incongruenza e malcelati inganni allo spettatore, “Effetti collaterali” (2013) di Steven Soderbergh sfiora appena il tema della corruzione e delle menzogne criminali dell’industria farmaceutica (che, corrompendo, immette farmaci perniciosi sul mercato con conseguenze anche letali), preferendo imboccare risolutamente la strada del giallo con ripetuti colpi di scena, ma ripristinando alla fine l’ordine violato. Addirittura due le dark ladies di turno: l’ “ingenua” faccina mansueta pronta a piantare mortali coltellate, vittima d’una depressione derivante dalla perdita d’una vita dorata, curata con il farmaco “sbagliato”, e una rampante psichiatra, marcia fino al midollo. Non mancano anche le sorprese sessuali, ad usum pruriti d’una sala da tenere sotto pressione, ormai divenute una costante. Il paladino di turno, schizzato tra luci e ombre, epigono non malcelato dell’eterno self-made-man, antiloser contemporaneo, alla fine farà trionfare la giustizia e salverà se stesso dalla rovina. Soderbergh provvede a raggelare la vera materia incandescente, forse in ansia per le conseguenze, limitandosi a tenerla pressoché innocuamente sottotraccia.                         Interpreti: Channing TatumRooney MaraCatherine Zeta-JonesJude LawMamie GummerVinessa ShawGreg PaulDavid Costabile Laila RobinsPolly DraperKerry O’MalleyAndrea Bogart.

Kiki consegne a domicilio (1989) di Hayao Miazaki.

C’è tutto il tocco magico dello straordinario maestro giapponese in questo “vecchio” cartone finalmente arrivato in Italia: la freschezza, la dolcezza, la bellezza della natura e del paesaggio, la festa dei colori, l’amore per i bambini e gli adolescenti che si preparano ad entrare nel mondo degli adulti. Kiki, deliziosa streghetta di 13 anni, lascia la casa avita per immettersi nel mondo. Volenterosa ed ostinata, inchiodata con ferrea volontà al suo ruolo, ci riuscirà compiendo anche un atto d’eroismo. Un cinema etico, onusto di buoni sentimenti e di disarmante semplicità. Grande e piccola lezione da cui s’impara più d’un precetto di vita.

Nella casa (2013) di Francois Ozon.

Continua a sbalordire per il suo eclettismo – la frastornante varietà e variazioni su tema delle tante materie affrontante – il parigino Ozon, che  provocatoriamente indaga (tra l’altro) ancora sulla sessualità degli adolescenti, mixandola stavolta attraverso uno scontro singolare tra ingegnosa creatività e  mediocrità. La prima rappresentata da uno studente sedicenne che s’introduce subdolamente nella casa d’un compagno di classe allo scopo di sviscerarne vita, anfratti, segreti, debolezze, intimità celate, per ricavarne una creazione letteraria “a puntate”, ma compiendo altresì opera di seduzione; la seconda incarnata in un verboso professore di lettere, dalle ormai sconfitte ambizioni letterarie, avvinto (con la moglie) nel gioco pericoloso della lettura “a distanza”, con conseguenze finali per lui sentimentalmente catastrofiche. Insolito ed irritante capovolgimento del rapporto allievo-maestro, “Nella casa” è narrato con la squisita raffinatezza d’un autore inconsueto, imprevedibile mélange di vouyerismo e surrealismo, operato con la complicità dello spettatore chiamato anch’egli a penetrare nel segreto delle vite altrui, immenso palcoscenico che sembra attendere soltanto d’essere svelato. Purché si possegga  cinismo e inverecondia, doti che l’adolescente protagonista possiede per           ”dono” naturale.             Interpreti: Fabrice LuchiniErnst Umhauer Kristin Scott-ThomasEmmanuelle SeignerDenis Ménochet Bastien Ughetto Jean-François BalmerYolande MoreauCatherine DavenierVincent SchmittJacques BoscSthéphanie Campion Diana Stewart.

Treno di notte per Lisbona (2013) di Bille August.

Ricavato dal romanzo dell’anziano scrittore svizzero Peter Bieri (che si firma con lo pseudonimo francese di Pascal Mercier), in Italia vincitore del Grinzane Cavour,  “Treno di notte per Lisbona” di Bill August realizza innanzi tutto un sogno: quello d’un uomo, giunto ormai alle soglie dell’età dei bilanci (spesso insoddisfacenti), di dare al resto della vita – che si annuncia piatta e senza scosse – un’imprevedibile accelerazione, un deciso colpo di volano che capovolga letteralmente il “cupo tramonto”. Ma per far ciò occorre che la vita stessa sia sconvolta da un avvenimento traumatico, attraverso cui maieuticamente seguire un cammino impossibile da imboccare senza quell’indispensabile spinta iniziale. In questo risiede forse il fascino del libro e del film, per quanto poi dall’incipit da racconto filosofico (infarcito di citazioni non tutte banali, lette da una voce f.c.) il film si adagi progressivamente nel più vieto dei melodrammi, con tutto lo stucchevole mélange a seguito (tradimento della donna amata, amore irrealizzato, nostalgia di quel che sarebbe stato se…).                                                                               Il professore svizzero prossimo alla pensione, solo, abbandonato dalla moglie perché troppo noioso e alla ricerca di se stesso – che rivive la vicenda d’un gruppo di rivoluzionari contro il regime dittatoriale portoghese di Salazar, attraverso la lettura di un libro d’un giovane medico-fiolosofo e gl’incontri con i protagonisti – forse troverà in Portogallo nuova linfa e ragione di vita. Cast internazionale di vecchie e anziane glorie per un film, tutto sommato, mediocre; senza infamia e senza lode, simile all’esistenza troppo ordinata e monotona (ma, così si lascia sperare, in via di trasformazione) del protagonista.              Interpreti: Jeremy IronsMélanie LaurentJack HustonMartina GedeckTom CourtenayAugust DiehlBruno GanzLena OlinBurghart KlaussnerNicolau BreynerCharlotte RamplingChristopher LeeJane Thorne

Autore: admin

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